Parcheggi blu a Cecchina, e vigili cowboy in casa d’altri




Chi vive nel comune di Albano Laziale e relative frazioni, sa che da tempo (quasi) tutti i parcheggi prima liberi sono stati trasformati in aree di sosta a pagamento, e per quanto riguarda Cecchina l’intera via Nettunense è stata delimitata dalle strisce blu, così come il parcheggio della stazione ferroviaria.

In concomitanza con questa novità, le vigilesse di Cecchina (i cecchinesi sanno benissimo di chi parlo… d’ora in poi le chiamerò cowgirls) hanno preso l’abitudine di pattugliare le viuzze attorno alla Nettunense, dove la circolazione al traffico è praticamente solo di chi ci abita, normalmente da decenni, da quando le cowgirls erano ancora adolescenti alle prese con la scoperta del proprio corpo.

Inizia a girar la voce che tali vigilesse abbiano intimato a tutti i residenti del posto di smettere di parcheggiare sui propri marciapiedi privati (lasciando spazio alla circolazione del traffico locale invece che impegnare la carreggiata, tra l’altro a senso unico) perché tali marciapiedi sono privati sì, ma “ad uso pubblico”. Più che intimazioni, le cowgirls sono state materialmente intercettate mentre stavano compilando un verbale di multa a danno di un’auto appunto parcheggiata sul proprio marciapiede, e così io per un po’ di tempo, a scanso di equivoci, ho piazzato la mia auto fuori dal mio marciapiede, in mezzo alla strada; come me hanno fatto anche i dirimpettai, creando però una strettoia tale da impedire a tratti la circolazione delle auto.

Un giorno di qualche settimana fa, ero a piedi, sono passato vicino alle cowgirls che avevano accostato il furgoncino davanti al cancello di una villetta sulla mia strada, e stavano importunando chiedendo all’inquilino di “non fare più la cosa X altrimenti dobbiamo intervenire“, mi è rimasta la curiosità di sapere di cosa si trattasse ma purtroppo non son riuscito a capire altro. Qualche giorno dopo sempre da quelle parti ho rivisto l’inconfondibile fungoncino, e per strada c’era una cowgirl che guardava l’altra, con piglio indignato mentre indicava con lo sguardo un non meglio identificato veicolo per non so quale altro motivo.

E’ evidente che le nostre cowgirls hanno preso l’abitudine di “battere” queste strade a caccia di guadagni facili per le casse comunali.

Stamattina, dopo aver notato che tutti erano placidamente tornati a parcheggiare sui propri marciapiedi privati, ho pensato che l’allarme fosse rientrato, e quindi ho azzardato lo sfacciato atto di mettermi con due ruote sul MIO marciapiede.

Quando esco, neanche a farlo apposta, trovo una multa. Per sosta vietata. Sul marciapiede. Il MIO marciapiede. Di quanto? 85€.

E’ una legge del Codice della Strada, lo so, anche i marciapiedi privati, se sono pertinenti ad una strada pubblica, si ritengono di “uso pubblico”, e quindi nonostante privati sono riservati ai pedoni. Se io metto la mia macchina sul mio marciapiede impedisco ai pedoni di usare il mio marciapiede come loro punto di passaggio.

Tutto questo vale in assenza di delimitazioni fisiche atte a impedire il passaggio dei pedoni sul marciapede in questione (leggi:recinzioni), quindi mi si potrebbe dire che mi basta recintarlo per evitare che lo si consideri ad uso pubblico. Però, se lo recinto, neppure posso metterci la macchina.

Non so se riuscirò a far annullare questa multa, ma se dovessi finire per pagarla, sicuramente auguro a chi l’ha fatta di spendere molto di più di quella somma in medicine. E non dico a quali medicine sto pensando.

Il pericolo viaggia su subito.it: acquirenti ignoranti e insulti telefonici




Una settimana fa vendo un materasso tramite subito.it, marca Materassi Mia Suite, produttore italiano che su ebay ha decine di migliaia di feedback positivi,  che fabbrica in proprio materassi in memory e waterlily (cercare su ebay il venditore materassimiasuite per verificare).

L’acquisto originale risaliva ad inizio 2014, e anche volendo andare oltre la prima, “strana” impressione di un memory, dopo pochi mesi ci si stava ancora scomodi, ed il materasso risultava cedevole, quindi l’ho restituito a sue spese al produttore, che gentilmente me lo ha sostituito con altro di consistenza più rigida, ma anche con questo non c’era soddisfazione durante il sonno. Il memory non fa per tutti, questo è un dato di fatto.

Rimosso anche il secondo materasso, rinunciando a tentare una nuova sostituzione, e poggiato in una stanza di servizio, è stato rimesso al suo posto il materasso a molle originale, fino a quando alcuni mesi fa, stufo di avere questo materasso inutilizzato per casa, lo metto in vendita, al 75% del prezzo originale siccome era praticamente nuovo. Dove? Su subito.it ovviamente.

Dopo i perditempo di rito, finalmente ricevo una telefonata da una persona che si dice molto interessata, ma mi propone il 50% di quanto avevo pagato, e pur di liberare spazio in casa accetto, ci si accorda su quella cifra, e l’acquirente viene accompagnato da un amico dotato di furgone per il ritiro, esamina il materasso, paga, lo carica e va via.

Tutti contenti? Ma di che.

Ricevo una telefonata quella sera, la moglie dell’acquirente mi chiama accusandomi di essere stato disonesto, siccome avrei venduto un materasso cancerogeno per liberarmene, e lo avrei dato a loro che con due bambini a casa sono in serio rischio! Avrei inoltre taciuto che il materasso era tossico pur di darlo via. “Ora che mio marito torna glielo dico! Lei lo ha fatto di proposito!

Io rimango incredulo durante tutta la telefonata, ma subito inizio le mie ricerche, e tutto quello che ne è venuto fuori è una discussione su un forum che a sua volta rimandava ad un servizio dell’immarcescibile -non è per forza un complimento- Striscia la Notizia. Guardato il servizio sul sito Mediaset (tra l’altro mandato in onda un anno prima che io acquistassi il mio materasso), non si sente fare esplicitamente il nome dell’azienda, e tutti i dettagli utili a identificarla sono oscurati, però si capisce dall’immagine delle inserzioni ebay che si tratta in effetti di miasuite.

Nel servizio si dice che il codice del certificato OEKO-TEX riportato sull’etichetta del materasso è inesistente, e il servizio conclude automaticamente che questo è indice della tossicità del prodotto.

Il servizio contiene la testimonianza di un signore che con un mezzo ghigno dice qualcosa sul tenore di “abbiamo analizzato il materasso e conteneva diverse sostanze tossiche e cancerogene“.

Validità del servizio? Non per difendere l’azienda a prescindere, tuttavia sono abituato per motivi lavorativi a guardare oltre le parole di facciata e valutare il reale peso scientifico delle affermazioni. Ebbene, capisco la volontà di oscurare nomi e indirizzi (comunque sono riusciti nell’intento di screditare un’azienda), ma dove si trova l’elenco delle sostanze tossiche rinvenute? Il signore che afferma di aver condotto i test rinvenendo “composti organici volatili” perché non ci rende edotti sulla natura di tali composti?

 

Si fa vivo più in là anche il marito della garbatissima signora, colui che aveva personalmente effettuato il ritiro, il quale inizia a parlarmi con toni “diplomatici”, ma una volta che, chiarito il mio dispiacere per la loro insoddisfazione, gli faccio presente che comunque non ho intenzione di prendere indietro il materasso, siccome per legge una vendita tra privati non sottosta a diritto di rimborso ed alle leggi sulla garanzia, ma si basa sul semplice principio di “visto e piaciuto” (potevano fare le loro indagini sulla marca a priori, se proprio…) e per giunta lo spazio che avevo liberato in casa ormai lo avevo occupato con altre cose, cambia totalmente registro, e nella telefonata in questione, nonché in quelle che mi fa nei giorni successivi, utilizza sublimi perle quali:

  • pezzente
  • str***o
  • co**ne
  • testa de c***o
  • pezzo de me**a
  • mavvattenaff*****o
  • te aspetto davanti casa tanto devi tornà
  • ah bello domani me riprendo ‘a piotta
  • truffatore furbetto gaggio
  • te vojo guardà ‘n faccia pé ditte che sei ‘n co**ne
  • c’ho dù bambini e tu me venni ‘e cose cancerogggene tossike
  • varie ed eventuali che ora forse dimentico, e onestamente non ho voglia di riascoltare le REGISTRAZIONI TELEFONICHE che ho eseguito per denunciarlo, se proprio ce ne fosse bisogno.

A giudicare dalla voce poco cristallina, la stessa persona che mi accusava di spacciare veleni pericolosi e canceroggggeni è un accanito fumatore.

Stasera il delinquente dovrebbe (facendo fede ai pochi e disordinati concetti da lui espressi nelle telefonate, tra una ingiuria e l’altra) comparire davanti al cancello di casa mia, ed il comandante della locale caserma dei carabinieri con cui ho parlato stamattina, avendo rafforzato il concetto che io non gli devo “proprio restituire un c***o” mi ha detto di chiamare il 112 se si facesse vivo.

Aldilà del tono faceto che ho usato nel racconto, venire insultati e accusati ingiustamente è molto spiacevole, ma non solo, sembra che l’individuo si fosse infastidito ancora di più perché parlavo italiano corretto, e non mi uniformavo al suo linguaggio greve e dialettale (“me stai a parlà tutto gnu gnu pé famme fesso ma nun me fai fesso! che te metti er bavaglino prima de parlà!“); trattasi di persone con le quali qualunque ragionamento è inutile, forse allo stesso livello delle bestie feroci in un serraglio, che basta appena provocarle per scatenarne una reazione convulsa.

Inoltre subentra la paura che il tutto si trasformi da una azzuffata verbale (anche se univoca da parte sua, perché io non ho mai perso il tono pacato e mai sono scaduto nel volgare nel rispondergli) in qualcosa di più concreto: un estraneo che ti si piazza davanti casa arrabbiato, pensando di far valere diritti che non ha contro un torto che non ha ricevuto… in alcuni quartieri di metropoli disagiate ci sono persone che vengono linciate per molto meno. Paura che se dovessimo di nuovo trovarci faccia a faccia, lui mi possa mettere le mani addosso ed io, senza più un telefono di mezzo a fare da filtro, sentendomi aggredito possa reagire e possa mandarlo in ospedale (dopotutto è piccolino anche se di bocca larga), ricavandone grane ulteriori.

Aggiornerò questo racconto mi auguro in modo risolutivo quanto prima.

 

Aggiornamento
Il poeta de noantri mi aveva minacciato di venire davanti al mio cancello il giorno X alle ore Y, ma alla fine non si è più presentato né fatto vivo. Forse ha messo anche lui il bavaglino e ha deciso di rimanere a casa.

Importare dati per creazione e invio file spesometro all’agenzia delle entrate

Dopo una terribile esperienza con l’inserimento manuale di tutti i dati delle fatture degli scorsi anni, ho programmato nel mio gestionale la fatturazione automatica, e così con i dati grezzi a disposizione mi sono deciso a studiare il formato del file dello spesometro, e sono quindi riuscito a crearlo in modo corretto, pronto per essere inviato con estensione ccf all’agenzia delle entrate.

Il file non è in formato XML, ma in formato testuale con una codifica ben precisa e stringente, scomoda da utilizzare, e ancor prima da capire.

Ad ogni modo, il software che ho scritto è in grado di leggere i dati (a partire da Excel o da un file CSV) di fatture emesse (modulo FE) e fatture ricevute (modulo FR), sia con imposta che esenti IVA, e compilare l’intero file dello spesometro.

Offro quindi la possibilità a chi sia interessato di creare tale file, a partire dai vostri dati fiscali e elenchi di fatture; è sufficiente scrivermi in privato o sui commenti per ottenere una quotazione.

Collegare in parallelo pannelli fotovoltaici di potenza diversa

Questo articolo è scritto in linguaggio “terra terra”, e non è indirizzato al perito elettrotecnico di turno, che sicuramente non avrà bisogno di leggere questa breve guida per sapere cosa fare; non aggreditemi quindi per i toni estremamente semplicistici.

Se siete finiti qui, è perché vi state chiedendo se è possibile collegare in parallelo due o più pannelli solari differenti, ebbene la risposta è: dipende!

Partiamo da due premesse:

  1. Se volete collegare più pannelli fotovoltaici assieme, significa che dovete alimentare uno o più dispositivi assetati di energia
  2. Se vi ponete il problema del “si può fare?“, significa che immaginate perlomeno che i pannelli, se non identici, devono essere comunque di caratteristiche simili

Essendo valide queste premesse, la risposta è sì, si possono collegare più pannelli solari in parallelo purché simili, ed entrambi con un diodo di protezione.

La caratteristica più importante è che abbiano lo stesso voltaggio, o un voltaggio molto vicino tra loro: ad esempio due pannelli da 5V, oppure un pannello da 18V e uno da 20V; è meno importante invece che abbiano anche la stessa potenza, cioè la stessa corrente in uscita.

Il voltaggio, collegando i pannelli ad un carico, si abbassa necessariamente ai capi di entrambi i pannelli, quindi anche se il pannello da 18V entrerà in azione “dopo” quello da 20V, entrambi comunque parteciperanno alla produzione della corrente (il pannello più debole non entra in azione “dopo” in realtà, ma semplicemente copre una parte inferiore del carico, in proporzione alla sua capacità di produrre potenza); i diodi di protezione, utili soprattutto sul pannello con voltaggio o amperaggio inferiore, servono a evitare che ci sia un flusso contrario di corrente dal pannello più potente a quello più debole, con un “furto” energetico di cui risentirebbe il dispositivo da caricare.

Come va montato il diodo? Prima di tutto è preferibile usare un diodo tipo Schottky (praticamente quelli che potete smontare dalle lampadine a risparmio energetico esaurite), e lo si può collegare al polo positivo del pannello, con la righetta bianca del diodo sul lato più lontano dal polo positivo stesso.

L’esempio pratico della fattibilità della cosa l’ho ottenuto collegando una lampadina led usb ad un pannello da 5V/5W, e successivamente aggiungendo in parallelo a quest’ultimo un altro pannello da 5V/3.5W: la luce della lampadina aumenta istantaneamente, questo perché la lampadina costituisce un carico rilevante per il primo pannello, al punto che aggiungendo il secondo, meno performante, comunque anche questo è in grado di fornire potenza sfruttata dalla lampadina.

Convertire una micro-SIM in una scheda SIM normale, senza adattatore

Vi può capitare di avere tra le mani una microSIM per una qualche promozione (ad esempio, guardacaso, la super smartphone di Wind), ma dovete metterla in un telefono che accetta SIM di dimensioni normali.

Potete farlo senza attendere che vi arrivi per posta un costoso adattatore (perché dite quello che vi pare, ma pagare qualunque cifra sopra i 50cent per un francobollo di plastica ritagliato, secondo me è troppo costoso).

L’importante è NON rimuovere la microsim dalla sua matrice formato carta di credito!

microsim convertita all'interno della matrice
Questo è quello che faremo, ritagliare una cornice attorno alla micro-SIM dandole la forma di una normale SIM
confronto larghezza sim microsim
Confronto della larghezza della microsim nella sua scheda formato carta di credito, con una SIM normale, notare l’allineamento dei bordi delle piazzole
riferimento larghezza sim sulla matrice
Avendo perfettamente allineato i contatti della SIM con quelli della microSIM (dovete naturalmente guardare le piazzole che hanno i segnetti dei contatti, cioè quelle effettivamente usate) marcate i bordi laterali con del nastro isolante
sagoma sim sulla matrice della microsim
Fate lo stesso con i bordi superiore e inferiore, allineando stavolta le due schede in modo che i chip siano alla stessa altezza
adattamento microsim quasi finito
Il risultato grezzo dopo aver inciso lungo i bordi con un taglierino ed un righello a tenere la retta, le dimensioni sono leggermente eccessive ma basta poco per aggiustarle
microsim convertita e sagomata
Dopo aver tagliato via l’angolo e aver arrotondato i bordi l’aspetto è quello di una normale SIM

La scheda SIM così ottenuta funziona perfettamente nel mio Galaxy Note, anche se è un po’ più complicata da far entrare siccome è meno rigida lungo i bordi e la pista di inserimento è stretta..

Installare deluge bittorrent su Ubuntu con controllo remoto via interfaccia web

Caso tipico: avete, o volete impostare, un server domestico con Ubuntu Linux, che agisca anche da server sempre attivo per il download e upload via bittorrent.
La richiesta di risorse è molto limitata e potete resuscitare un sistema molto vecchio, ad esempio persino un vecchio laptop su cui non volete nemmeno installare l’interfaccia grafica (a patto che abbia un disco sufficientemente capiente per i file che volete scaricare).

L’idea di partenza è avere quindi un server che faccia tutto dietro le quinte, e che sia sicuro.

Questa guida è ispirata ad altre due guide: questa e quest’altra.

Se volete la spiegazione dei vari passaggi, la trovate in fondo all’articolo.

Installato Ubuntu (l’ultima versione, al momento di scrivere, è la 12.04 Precise Pangolin) eseguite i seguenti comandi:

sudo adduser --disabled-password --system --home /home/deluge --gecos "BitTorrent Service" --group deluge
sudo mkdir /home/deluge/Incoming
sudo chown deluge:deluge /home/deluge/Incoming
sudo mkdir /home/deluge/Completed
sudo chown deluge:deluge /home/deluge/Completed
sudo add-apt-repository ppa:deluge-team/ppa
sudo apt-get update
sudo apt-get install deluged deluge-webui

Quindi create il file /etc/init/deluge.conf:

sudo nano /etc/init/deluge.conf

e incollate all’interno il seguente testo:

start on (filesystem and networking) or runlevel [2345]
stop on runlevel [016]
env uid=deluge
env gid=deluge
env umask=000
exec start-stop-daemon -S -c $uid:$gid -k $umask -x /usr/bin/deluged -- -d

per salvare premete Ctrl-X e date l’ok premendo Y o S a seconda che Ubuntu sia in inglese o italiano.

Poi create il file /etc/init/deluge-web.conf:

sudo nano /etc/init/deluge-web.conf

e incollate all’interno il seguente testo:

start on started deluge
stop on stopping deluge
env uid=deluge
env gid=deluge
env umask=027
exec start-stop-daemon -S -c $uid:$gid -k $umask -x /usr/bin/deluge-web

Per avviare deluge è necessario il comando:

sudo start deluge

e per terminarlo:

sudo stop deluge

mentre per riavviarlo (ad esempio dopo modifiche alla configurazione, perché queste ultime abbiano effetto):

sudo restart deluge

L’interfaccia web di deluge si avvia e chiude contemporaneamente al demone, quindi non è necessario intervenire su quest’ultima; raggiungerla è piuttosto banale: se avete un’interfaccia grafica installata sullo stesso server, aprite un browser e dirigetevi all’indirizzo http://localhost:8112 (la password di default è deluge), altrimenti se vi collegate da un altro PC della rete, allora usate http://:8112.

Una volta ottenuto l’accesso all’interfaccia web è consigliabile effettuare alcuni cabiamenti: innanzitutto se vi compare la finestra di connessione al demone, premete il pulsante Connect, quindi dal pannello in alto premete Preferences e passate in rassegna le varie sezioni.

Vorrete probabilmente ridimensionare il numero di connessioni totali (400-500), attivare la crittografia (mettete “Enabled” e “Full stream” nelle varie opzioni e attivate la casellina), impostare correttamente le cartelle di salvataggio dei file (mettete /home/deluge/Incoming per i file in arrivo, e /home/deluge/Completed per i file che sono stati scaricati completamente), nella sezione Interface cambiate la porta di default ad una diversa, e attivate la casella SSL, cambiate la password premendo il pulsante Change sotto alle caselle di testo, e quindi riavviate deluge per attivare i cambiamenti. Se avete attivato SSL e cambiato porta, ad esempio 1234, vi dovrete collegare all’indirizzo https://localhost:1234 (oppure https://:1234), fate attenzione al protocollo, che diventa https con la “s” finale che sta per secure. Il vostro browser vi farà presente che il sito richiede dei certificati, se siete su Firefox cliccate su “Aggiungi eccezione” e salvate il certificato, oppure seguite gli opportuni passaggi sugli altri browser.

Cosa fa questa guida esattamente?

I vari comandi all’inizio servono a creare un utente riservato a deluge (invisibile dalla schermata di login, si potrebbe dire che è un account “di servizio”), in modo che una eventuale compromissione dell’account da remoto tramite una falla di sicurezza del demone deluge non metta a rischio l’intero server; viene creato un account chiamato deluge appartenente al gruppo deluge con cartella home uguale indovinate un po’ a /home/deluge nella quale verranno poi create le cartelle Incoming e Completed destinate rispettivamente ai file in fase di download ed allo spostamento di questi ultimi una volta completati. Il comando chown serve a attribuire all’utente deluge la proprietà delle suddette cartelle, siccome le creiamo come utente root.
Nella creazione dello script di avvio delige.conf il valore 000 assegnato al parametro umask serve a permettere l’accesso in lettura e scrittura alle cartelle di scaricamento di deluge da parte degli altri account del server, in modo che ad esempio non sia necessario impostare mirabolanti configurazioni multiutente per accedere via Samba alle cartelle del server da un pc Windows.
Se avete installato Samba, piuttosto, potete molto più facilmente accedere al server deluge usando, tramite rete locale, il nome del server. Se ad esempio l’hostname della macchina Ubuntu è pincopallo, una volta che avete impostato il WORKGROUP in /etc/samba/smb.conf ad un nome uguale al workgroup del vostro PC Windows, dal vostro browser preferito potete digitare semplicemente https://pincopallo:1234 (se vogliamo seguire l’esempio precedente).

Le “subitate” (i contatti più pazzi ricevuti su Subito.it e eBay annunci)

Dopo l’ennesima offerta folle ricevuta per un oggetto in vendita, ho deciso di aprire questo post per riportare tutti i contatti assurdi ricevuti, come venditore, tramite Subito.it ed eBay annunci, i due siti di compravendita gratuiti più usati in Italia.

La più gettonata in assoluto, per qualunque oggetto:

ancora disponibile?

dopodiché nel 95% dei casi non si fanno più vivi (a questo punto penso sia un modo come un altro per fare phishing di indirizzi email)

Segue breve sezione con tutti i messaggi chiaramente di phishing di indirizzi email:

  • è la vostra voce ancora in vendita? quanto vuoi per la vendita? Vorrei conoscere la condizione di questo oggetto ora ..
  • sella salut est ce point encore disponibles à la vente
  • ciao buon giorno sono interessato a questo tuo bene, se è disponibile
  • hallo Verkäufer sind d Versandbereitschaft 4 sale wenn ja freundlicherweise mailen Sie mir jetzt ……
  • Hi is this item still available??? holla back asap Sent From My virgin Mobile®
  • Voglio comprare questo articolo da voi e sono pronto a pagare
  • Ciao,
    Il mio nome è Samuel Ezechiele.
    Il tuo tuo oggetto ancora disponibili per vendita??
    Sono molto interessato ad acquistare immediatamente.
    Mi ha gentilmente risposto nel più breve tempo possibile.
    Grazie.
    Il capitano Richard.
  • ditemi se questa voce è ancora disponibile per la vendita
  • è la vostra voce ancora in vendita e in buone condizioni.
  • ww45149 , Ciao! Sembra un buon affare, posso contattarti?
  • vorrei comparare

Di tutto un po’ (le voci più recenti saranno aggiunte mano a mano in cima a questa lista):

  • si ma nuovi le vendono a 200 accetti 100 euro? (condizionatore proposto a 400€, mai utilizzato ed imballato da qualche anno, e che vendevo al 70% del costo più basso trovato su internet per lo stesso modello)
  • 200 in contrassegno (vedi sopra)
  • facciamo 200 euro e lo passo a prendere anche domaniii (desktop completo a 250€, scritto chiaro e tondo “non mi chiedete sconti”)
  • ciao, il telefono con il problema auricolare è difficilmente vendibile, 40€ mi sembra un po troppo se per te va bene per liberartene posso offrirti 20€ fammi sapere (cellulare Android  a 40€, con l’auricolare interno difettoso, ma perfettamente funzionante con auricolare a filo o bluetooth)
  • 20 euro ritiro ad albano (vedi sopra)
  • Salve, a me potrebbe interessarmi il tubo, sa dirmi forse il prezzo per il trasporto a siracusa??? Grazie (quantità considerevole di tubature da irrigazione, ad un ottimo prezzo, ma assolutamente non spedibili per il volume occupato)
  • salve il prezzo e per tuto ? e puoi spedire ? sempre a mio carico perche abbito a milano si puoi fammi sapere quanto costa spedizione (vedi sopra)
  • 20 euro (telegrafico; era una stufa a gas svenduta a 30€)
  • interessatro acquisto prezzo 50 euro compreso trasporto pagamento postapay saluti (PC a 60€)
  • fa schifo buttala è meglio (sedia a rotelle)
  • Ma si può mettere l’annuncio di una sedia a rotelle ( e che sedia…) nella categoria delle bici? Ignorante!!! (il represso di turno… e non c’erano categorie più appropriate tra cui scegliere, incredibile ma vero)
  • Salve..8 comprese spese? GRAZIE (scheda audio a 10€)
  • ti pago il passaggio di proprietà (vecchia auto funzionante a 200€)
  • ciao mi chiamo Paolo non ho lavoro da offrirti, sono sincero, però ho visto la foto del tuo annuncio e sono rimasto colpito sei davvero molto bella, mi farebbe piacere conoscerti se me lo permetti, ti lascio la mia mail (risposta ad un annuncio per ripetizioni di matematica inserito per conto della mia ragazza)
  • salve con 30 euro + spedizione me lo vende (portatile funzionante da 50€)
  • BUTTALOOOOOOO!!!!! (portatile di cui sopra)
  • 270 euro e vengo a ritirarlo io…di piu nn interessa (pc superaccessoriato a 350€)
  • me ne serve uno….che ci faccio con tre computer ? (3 pc venduti “in blocco”)
  • buona sera se facciamo 15 euro me la vengo a prendere puoi farmi sapere (lavatrice funzionante svenduta a 30€)
  • ciao sono stefano!!15 euro e me lo vengo a prendere (disco esterno 2.5″ da 60GB a 25€)
  • Salve, posso offrire 10€ massimo, capisco che l’offerta sia al di sotto della richiesta ma l’hd è un pò piccolino come capienza (vedi sopra)
  • CIAO SENTI D OVE ABITI
  • senti se tela seti chiamami queste è il mio numero
  • Ciao e BUON ANNO. La macchina è molto vecchia e considerando l’età da un giorno all’altro potrebbe non funzionare più. Ciò premesso al max potrei arrivare a 50 Euro con spedizone in contrassegno. So già che dirai che è una cifra ridicola e piuttosto lo regali o lo butti. Al posto Tuo farei anche io così. Concludo suggerendo che se non lo vendi, NON REGALARLO, piuttosto buttalo, perché sia amici, sia parenti, se qualcosa va storto il meno che Ti può capitare è … bella macchina che mi hai regalato, ho perso tutti i dati che avevo caricato … della serie “CURNUTO e MAZZIATO” … ciao e SCUSA per mio suggerimento Roby (portatile datato ma perfettamente funzionante, a 70€)
  • offro 30 euro. (cellulare con TV da 60€)
  • salve, le mie finanze non mi permettono di spendere più di 40 euro (come sopra)
  • *Conclusioni* Forse è meglio se lo tieni per te. Gli utenti come te purtroppo stanno rovinando il retrocomputing ;-( Buona serata (pc storico IBM… lo voleva regalato per preservare la gloria del retrocomputing?)
  • ti offro 20 euro ok? (scheda madre integrata Atom, venduta a 50€)
  • buona sera,se soni ancora disponibili ,posso offrire non piu’ di € 200,00.grazie. (due poltrone capitonné d’epoca a 500€)
  • senti sono interessato alcquisto di entrambi a 50 euro, non intendo chiederti sconti solo di regalarmi la spedizione (due dischi esterni da 500GB, 70€)
  • Ciao, volevo poporti di vendercelo a 50euro più le sp dato che ho gia’ la maggior parte del corso (corso completo originale Fabbri, 100€)
  • compro tutto prezzo foufee

Android suonerie notifiche sveglia perse o cambiate dopo il reboot

Avete appena aggiunto qualche suoneria personalizzata sul vostro telefono Android, ma dopo ogni riavvio le perdete e sono reimpostate a qualche suoneria diversa, o non suonano affatto? Come se qualcosa le reimpostasse ogni volta, o non venissero salvate correttamente?

Molto probabilmente avete copiato gli MP3 sulla scheda SD, in

  • /ringtones
  • /alarms
  • /notifications

o magari in

  • /media/audio/ringtones
  • /media/audio/alarms
  • /media/audio/notifications

(funzionano tutti allo stesso modo).

Dopo un reboot, potrebbe accadere che per qualche ragione la vostra scheda SD impkiega troppo per essere montata o scansionata, quindi Android non riesce a trovare nulla nelle cartelle specificate, perché non si sono ancora rese disponibili.

Non so se ci sono soluzione per far montare la SD più rapidamente da Android, comunque una soluzione alternativa per aggirare il problema consiste nel copiare direttamente i file nella memoria interna del telefono. Brutta scorciatoia, perché ruba spazio alle applicazioni, comunque funziona.

Quindi, prendete i vostri MP3, e copiateli (usando un file explorer root, come ES File Explorer) nella memoria interna, rispettivamente in

  • /system/media/audio/ringtones
  • /system/media/audio/alarms
  • /system/media/audio/notifications

in questo modo verranno trattati come suonerie di sistema (vedrete le altre suonerie di default in quelle cartelle, ed anzi potete cancellarle siccome sono comunque inutili, per aumenare lo spazio libero).

Subito.it e kijiji, il regno dei perditempo

Da qualche parte lessi che ai tempi della fine di ARPAnet, e durante i primi vagiti di Internet, quando la posta elettronica era uno degli avveniristici strumenti appena nati, accessibile solo agli universitari, se non rispondevi ad una mail nel giro di poche ore veniva considerata maleduzione.

Adesso che anche l’illitterata casalinga di Voghera ha una casella di posta su hotmail (non confondiamola con la vicina casalinga che ha preso il master di Scienze Umane per corrispondenza, e che semplicemente si diverte a fare la casalinga, ma è tutto fuorché illitterata) sarebbe presuntuoso aspettarsi una risposta rigorosamente nell’arco della stessa giornata, o anche della stessa settimana.

Ma c’è un’occasione in cui le risposte “in tempi ragionevoli” sono un dovere, e sono le transazioni di compravendita, anche tra privati.

E veniamo all’argomento del post. eBay, il sito di vendite tra privati per eccellenza, ormai è diventato costosissimo, e le alternative gratuite sono sempre più popolate dai venditori, e di conseguenza anche dai compratori. Anch’io ne approfitto, e mi trovo a mettere in vendita di tutto, che si tratti di miei oggetti elettronici sostituiti con esemplari più nuovi, o mobilia inutilizzata accatastasta nel tempo dalla mia famiglia.

I contatti che ricevo da molti potenziali acquirenti sono solo perdite di tempo, ed eccone alcuni esempi:

  1. Fortunatamente per me vivo in provincia, lontano dal caos cittadino, e faccio sempre bene attenzione a specificarlo, inserendo nell’annuncio il riferimento del comune dove mi trovo. Puntualmente, “sono interessato, ma dove ti trovi?” E poi “ah ma sei fuori città, nono, troppo lontano“, come se spostarsi da una parte all’altra, dentro il raccordo, sia più veloce. Peggio ancora quando ti chiedono di “fare un salto” per portargli qualcosa. Ceeeeerto.
  2. Quando scelgo il prezzo di vendita, non faccio come i più, che gonfiano artificiosamente il valore delle loro cose pensando di far l’affare (e puntualmente l’oggetto rimane invenduto), ma definisco un prezzo che io stesso vorrei pagare se dovessi comprare la stessa cosa; ragionevolissimo, quindi. Specifico per correttezza che “non faccio sconti nel primo mese”, ma di regola le prime offerte sono di ribassi strepitosi, tipo “se me lo fai a (prezzo originale/2) lo compro subito!” (e grazie al piffero) oppure “posso offrirti 50€ di meno, ho solo questi” (…)
  3. Detesto spedire, la fila alle poste è una perdita di tempo immane, senza dover contare la noia di imballare l’oggetto e arrivare in ufficio. L’acquirente si aspetta di pagare ovviamente solo le spese di spedizione (quando non ti cihede sfacciatamente di regalartele), ma chi mi rimborsa del tempo perduto a fare tutte queste cose? Per questo specifico che voglio vendere solo a mano, e accetto di spedire solo per oggetti di un certo costo, ma a spese dell’acquirente. Cosa mi chiedono? “Mi fai uno sconto di 10 euro compresa la spedizione?
  4. I peggiori invece sono quelli che ti fanno perdere tempo senza che tu possa avere controllo sulla cosa. Ormai i più ovvi li riconosci, sono quelli che, trovando il tuo annuncio corredato di foto, descrizione dettagliata, riferimento geografico, eccetera eccetera, ti chiedono “dove ti trovi? mi mandi qualche foto? mi spieghi questa cosa che è già chiaramente spiegata nell’annuncio?” e in quel caso non rispondi proprio, oppure rispondi in modo beffardo. Ce ne sono altri invece, quelli apparentemente educati e considerati, che ti chiedono foto aggiuntive, trattano sul prezzo ma in modo ragionevole, ti fanno prendere misure, ti chiedono cose che effettivamente non hai scritto nell’annuncio, ti rispondono rapidamente, che poi, alla fine, una volta che praticamente vi siete accordati, sparisco nel nulla. I ripensamenti ci possono essere, mica hai firmato un contratto, ma un “scusa mi sono reso conto che non fa al caso mio, grazie lo stesso, ciao” costa troppa fatica scriverlo?

Una nota a parte per i “vandali”. Sono quelli che davvero non hanno niente da fare. Prendono un annuncio a caso, scelgono un motivo a caso per insultare il venditore, denigrarlo o sbeffeggiarlo, e ovviamente non puoi rispondergli perché inseriscono una mail inesistente.

Se avete “esperienze” interessanti da raccontare, abusate dei commenti!

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