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Creare file PDF a partire da qualunque tipo di documento, gratis

Nota del 2008: per i documenti di quotidiana gestione, OpenOffice è in grado di effettuare salvataggi in formato PDF semplicemente premendo un pulsante. Questa guida ora è più che altro utile per creare PDF a partira da altre applicazioni: dovunque sia presente la funzione “stampa” è possibile usare questa procedura per ottenere un pdf.

Non ve l’aspettavate, ma c’è veramente un modo per creare file in formato PDF, quelli insomma che si visualizzano con Acrobat Reader, senza dover comprare Adobe Acrobat, ma usando degli strumenti gratuiti, che convertiranno in PDF tutto ciò che può essere stampato attraverso Windows, quindi immagini, fogli di calcolo, ma soprattutto documenti Word e simili.

Ciò di cui parlo sono due programmi creati in origine per l’ambiente UNIX, ma opportunamente ricompilati per funzionare in Windows, e si chiamano GhostScript e GhostView. Il metodo di funzionamento è concettualmente semplice: usano un file “Postscript” (un particolare formato di stampa che ha un linguaggio grafico standard e che viene usato dalle stampanti di alto livello) e da quello creano un’immagine della pagina da stampare che verrà convertito in PDF. Per creare questo file in formato Postscript dovrete installare in Windows una finta stampante che supporta il Postscript, e poi usare questa per stampare su un file le informazioni grafiche.

Ma vediamo come.

Per prima cosa, ma che ve lo dico a fare, installate GhostScript e GhostView che potete scaricare dalla sezione Downloads/Tools Vari o dalla pagina ufficiale.

Poi procedete all’installazione del driver della finta stampante che vi servirà per creare i file PostScript. Visto che è finta, scegliamone una buona, la HP Color Laserjet PS. Seguite il percorso [Start > Impostazioni > Stampanti > Aggiungi Stampante], e scegliete “Stampante Locale”; ora, a seconda del sistema operativo che usate (per esempio il mio è in inglese, insomma usate un pò di fantasia ) quando vi verrà chiesto quale porta usare per la stampa, usate “FILE:”,

Questo è un esempio di schermata per la scelta della porta di stampa

e selezionate il modello di stampante appena citato, la HP Color Laserjet PS:

Scegliete la stampante e siete a metà strada

Dopo aver scelto la stampante, forse vi converrà darle un nome esplicativo, ad esempio “Converti a Postscript”, così la potrete riconoscere facilemente, e sceglietge se usarla per default o meno. Nel secondo caso, quando volete creare un PDF da un documento, dovrete andare in proprietà di stampa e lì cambiare stampante.

Facciamo un esempio pratico, volete convertire un documento Word in PDF. Andate nel menù File > Stampa… e da lì scegliete il driver per creare il file PostScript. Quando premete OK vi verrà chiesto dove salvare il file PRN, scegliete la cartella che preferite, basta che ve la ricordiate .

Una volta creato il file PRN, avviate GhostView, e aprite il PRN al suo interno: potrete quindi vedere il documento esattamete come era in Word:

Non badate troppo alla qualità dell’immagine, è stata volutamente compressa per ridurrne la dimensione. E poi si trattava di una bozza

Da GhostView scegliete File > Convert, selezionate PDFWrite come periferica, e lasciate la qualità a 600dpi, dopodiché scegliete dove salvare il file PDF, che potrete aprire normalmente in Acrobat Reader.

Riparare i divx corrotti o incompleti che si bloccano durante la visione

Tutte le utility citate in questa pagina possono essere scaricate nella sezione Downloads/AudioVideo di questo sito. AVIDeFreezer comprende una guida HTML in inglese, che trovate tradotta in italiano in questa pagina.

AVIDeFreezer di per sé è quasi la panacea, ma non sempre riesce ad aggiustar tutto (come succede per i film compressi in DivX VKI, a intervallo di keyframe variabile, oppure se il file che avete scaricato è incompleto e quindi manca l’indice alla fine; in quest’ultimo caso VirtualDub comincerà a leggere un frame alla volta, ma quando arriverà al primo frame corrotto interromperà la scansione, rendendo impossibile la prosecuzione del recupero del file).

Segue la guida a AVIDeFreezer.

Per prima cosa avviate il programma e usate "Open Video File" nel menu File.
Quando avete aperto il file che ci interessa, usate il cursore per arrivare poco prima dei frame corrotti, laddove avrete l’errore, quindi cliccate su Play. Quando il programma arriva al primo frame corrotto vi darà un errore simile a quello sotto:

Vedete evidenziati i pulsanti che vi torneranno utili: "Previous and next keyframe" indicano i pulanti che servono per avanzare o tornare indietro di keyframe in keyframe.

 

Ora andate indietro di un keyframe (cliccate sul pulsante oppure premete Shift+frecciaSX) e scrivete il numero di frame corrispondente ("Frame Number" nella figura). Questo è il numero che va inserito come Start Frame in AVIDeFreezer.

Cliccate quindi sul pulsante next keyframe (o premete Shift+frecciaDX) fino a quando trovate un frame che viene visualizzato correttamente (normalmente è quello immediatamente successivo, ma se il film è TANTO corrotto, potreste dover andare avanti un altro po’). Segnatevi anche questo numero di frame, che sarà l’End Frame in AVIDeFreezer.

Se il film ha più di un punto in cui ci sono corruzioni, seguite lo stesso procedimento e segnatevi primo e ultimo keyframe.

Quando finalmente avrete trovato tutti i frame corrotti e vi sarete segnati inizio e fine dei rispettivi intervalli, avviate AVIDeFreezer.

Per prima cosa aprite il file originale e scegliete il nome che avrà il file aggiustato. Non usate lo stesso nome del file originale, avrete seri problemi Inoltre siate sicuri che la cartella di destinazione abbia spazio a sufficienza per contenere un file della stessa dimensione circa del file originale.

Quindi iserite i frame iniziali e finali (start frame e end frame) per ogni intervallo che avete trovato, e premete Add Frames; nell’esempio ce ne erano ben 5.

E questo è come apparirà la finestra di AVIDeFreezer una volta inseriri tutti gli intervalli corrotti.

 

Quando avrete inserito tutti i frame corrotti, cliccate DeFreeze e aspettate. Il programma prima aggiusterà i frame corrotti, e poi li reinserirà nella nuova copia assieme ai frame integri. Ci vorrà abbastanza tempo per completare il passaggio "Writing Streams To New File" visto che dipende da quanto grande è il file e quanto veloce è il vostro disco, per cui non vi spaventate se rimane a lungo fermo.

Quando il programma avrà finito di copiare il file, si chiuderà da solo. Ora il film dovrebbe funzionare bene (a meno che non fosse codificato in VKI come sopra, nel qual caso AVIDeFreezer rimarrà molto a lungo a copiare il file in formato non compresso, arriverà a 2GB di dimensione, si fermerà per un errore, ed il file non sarà leggibile; questo è un buon motivo per usare DivFix ). Alla visione, il film non si bloccherà più, ma potrebbero esserci degli artefatti come quadratini colorati, o effetto mosaico che dura per qualche secondo; quelli purtroppo dovrete tenerli, è il risultato di avere avuto degli errori durante il download.

Il quadratino grigio in alto al centro è il risultato degli errori verificatisi durante il download. Per fortuna però scompare poco dopo.

 

Se proprio siete sfortunati, e usare AVIDeFreezer non risolve il problema, ad esempio tutto il film si vede corrotto, ed vedete un effetto a caleidoscopio che non va via, avete un’ultima speranza, DivFix, che ha un approccio più "bruto", ma è funzionale e soprattutto non vi fa perder tempo, visto che lavora molto velocemente. Io stesso ho recuperato film per i quali credevo non ci fosse speranza. L’unico neo, trascurabilissimo per carità, è che i film così riarati non potranno essere aperti in VirtualDub, ad esempio per estrarre degli spezzoni video: quest’ultimo infatti, a meno che non si tratti di filmati molto corti, li tratterà come file il cui indice è ancora mancante, quindi comincerà a leggere un frame alla volta e si bloccherà al primo frame corrotto.

DivFix lavora proprio creando un indice dei frames alla fine del file, così i player com l’ottimo BSPlayer oppure WIndows Media Player riesco a visualizzarli. Il poblema è che questo indice, come dicevo, non sembra essere riconosciuto come valido da VirtualDub.

Aprite il file in DivFix, possibilmente dopo averne fatto una copia di backup, e premete il pulsante Rebuild Index. Fatto!

Tutti gli errori incontrati verranno riportati nella parte inferiore della finestra.

Come succede con AviDeFreezer, nei punti in cui i frame sono corrotti si vedranno degli artefatti, ma il film sarà comunque riproducibile. Possono comunque esserci problemi quando la corruzione è notevole: nell’esempio in figura, l’offset error rappresenta un punto in cui l’audio ed il video si desincronizzano, per cui quando si riproduce il film, la parte successiva all’errore, nel caso specifico, ha l’audio che precede il video. Sigh. In questo caso non esistono rimedi, almeno che io conosca (ho provato in tutti i modi più indelicati possibili, ma non sono riuscito a cavar un ragno dal buco).

Un suggerimento per chi usa DivFix molto frequentemente: se avete Windows 2000 o XP potete aggiungere DivFix nel menù contestuale di Explorer "Apri Con >" per i file AVI, in modo da evitare di aprire ogni volta il programma: fate click destro sul file in Windows Explorer (Esplora Risorse o Gestione Risorse per i non anglofoni) e scegliete "Apri Con >", e poi "Scegli programma…". Sfogliate fino a trovare divfix.exe, e fateci doppio click sopra, accertandovi che NON sia selezionata la casella "Usa sempre il programma selezionato".

Quindi, una volta fatto ciò, se avete un file AVI che volete riparare al volo, vi basterà farci click destro sopra, scegliere "Apri Con >" e quindi "DivFix".

 

Ultima notizietta: se avete installato il codec DivX4, e lo usate per riprodurre anche i file in formato DivX3.11, non avrete bisogno di riparare i blocchi della riproduzione (sarà sempre necessario ricostruire l’indice con DivFix se il file è incompleto) in quanto durante la riproduzione verrano visalizzati gli artefatti, senza che il playback si fermi.

 

L’uovo di Colombo alla fine sarebbe il riparare il file corrotto riscaricando semplicemente le parti rovinate. Questo è effettivamente possibile, ma va oltre gli scopi di questa guida (leggi: non mi va di aggiungere altro). Però, se avete la fortuna di conoscere il proprietario del film, e questi è disposto a darvi una mano, impiegando un po’ del suo tempo, scaricate l’utility Zidrav da Downloads/Internet, la guida è inclusa sia nella descrizione del programma, sia in un file TXT nel file ZIP.

Costruisci la tua cicloradio™ per ascoltare la musica sulla bici senza le batterie!

Nota del 2008: dopo diversi anni, con i lettori mp3 che vi vengono tirati dietro a pochi euro, la guida è superflua… a meno che non vogliate provare l’ebbrezza di costruire qualcosa di “innovativo”.

Mi è venuta questa idea durante le vacanze estive di qualche tempo fa, quando ero VERAMENTE annoiato. Tutto questo accrocco è stato smontato dalla mia bici ormai da più di un anno, perché, se è una meraviglia andarci a passeggio per le vie del paese, o farci scampagnate su strade non troppo dissestate, è anche vero che andarci sparati in discesa oppure su percorsi sterrati lo rende piuttosto vulnerabile .

Comunque, se non avete nulla di meglio da fare, e siete stati contagiati dalla sindrome di MacGiver, allora date un’occhiata a queta guida e magari vi divertirete un pò.

Trovate una dinamo, usata, nuova, rubata dalla bici vecchia di 20 anni che ha il vostro vicino di casa, purché cerchiate di trovarla da 6V, almeno sarete sicuri che ci sia una riserva in potenza sufficiente.

Hey, are you sure it is 6V?
Questo è il premio della caccia al tesoro…. Pssssssst non c’è nessuno, sbrigati col cacciavite!

 

Ora dovete scegliere un posto stabile per montare la suddetta dinamo al telaio della vostra bici. Io ho usato la staffa posteriore dove normalmente si avvita la lampadina rossa. Basta di solito un bullone per fissarci la dinamo; nel mio caso ho avuto bisogno anche di una certa quantità di fil di ferro per assicurarmi che la parte rotante fosse sempre e comunque a contatto con il copertone. Preparatevi ad ogni modo ad usare la forza bruta per piegare il braccio della dinamo e fare in modo che la testa della stessa sia nella gista posizione per toccare la parte zigrinata della gomma. Fate in modo che il contatto della testa con il copertone sia "deciso", né troppo leggero, perché facilemente la dinamo vibrerebbe e perderebbe contatto con la gomma, né troppo aderente, per evitare che l’attrito sia eccessivo e si consumi il pneumatico. Insomma, fate delle prove con la bici a testa in giù, e vedete se girando velocemente in pedali al rapporto più alto la dinamo rimane (quasi) sempre a contatto con la ruota senza vibrare troppo frequentemente.

 

Ora che avete la sorgente di energia elettrica, vi serve tutto l’occorrente per "raddrizzare" l’uscita alternata della dinamo (a meno che non ne abbiate trovata una che dà già corrente continua in uscita, ma non ne ho mai viste). Quindi procuratevi i seguenti componenti elettronici (che potete comprare, ma perché farlo se smontando una radio o un vecchio televisore ne avete in abbondanza)

 

4 diodi:

Anyone of'em is ok. If you know how to use them :-P
Un diodo viene raffigurato come –>|– dove la punta della freccia rappresenta il "polo positivo". Il lato del diodo con l’anello nero o colorato è il polo positivo.

 

1 condensatore (o capacitore):

Do not pull those wires!
Questi sono due comuni esempi di condensatore. Meglio se trovate un condensatore con una capacità di qualche Volt superiore all’uscita della dinamo, come quelli comunissimi da 16V. La capacità dovrà essere piuttosto alta, almeno 2000uF, o la riproduzione del walkman, specialmente durante le corse veloci, sarà fastidiosamente disturbata da un forte ronzio di fondo.

 

batterie ricaricabili: servono come riserva di carica per quando ad esempio vi fermate ad un semforo o quando state procedendo in salita a velocità artropodica e l’energia prodotta non sarebbe sufficiente a far funzionare la riproduzione, ma soprattutto per assorbire gli eccessi di energia in occasione di corse veloci in piano oppure in discesa. Infatti il mio walkman, senza alcuna batteria inserita in parallelo, semplicemente smetteva di funzionare se la corrente in uscita dalla dinamo era troppo elevata, e cioè se le ruote giravano troppo velocemente. Ovviamente dovrà trattarsi di batterie di voltaggio simile all’uscita della dinamo. Io per esempio ho usato delle vecchie batterie ricaricabili di un vecchio aspirapolvere portatile che aveva rottamato mia nonna; vecchissime e assolutamente inefficienti per tenere la carica a lungo, ma non è questo che vi serve. Non ponete limiti alla fantasia, magari le batterie dei vecchi cellulari del babbo e della mamma vanno bene, se le collegate in parallelo per avere una tensione pari alla somma delle relative differenze di potenziale.

saldatore (solo se volete fare un lavoro "pulito"; io in realtà non l’ho usato)

 

E questo è lo schema che dovrete seguire:

Admire the artistic talent...
Non strabuzzate gli occhi e cercate di raccapezzarvi. Non pensavate veramente che una guida del genere potesse essere compresa anche da chi non ha la minima concezione di elettronica? Fate bene attenzione a tutte le polarità rapprensentate in figura, vanno assolutamente rispettate.

Un buon punto per piazzare il raddrizzatore, cioè diodi più condensatore (che avrete opportunamente avvolto in più giri di nastro isolante per eviare che ci finiscano polvere e schizzi) è presso il punto di convergenza dei tubi orizzontale e obliquo anteriore del telaio, mentre le batterie trovano un comodo alloggiamento sotto il tubo orizzontale del telaio, come rappresentato in figura:

Don't ever try this at home kids!
Posizionate il raddrizzatore impacchettato nel punto marcato col cerchio giallo. Posizionate invece le batterie in corrispondenza del cerchio verde.

Avete in posizione sia la dinamo che le batterie e il raddrizzatore, non rimane che collegarli. Dato che la dinamo ha un’uscita a corrente alternata, collegate un suo polo con un polo d’entrata del raddrizzatore, e l’altro con l’altro polo del raddrizzatore (ah, se non lo sapeste il secondo polo della dinamo è il suo stesso telaietto, per cui va bene legare un filo conduttore al braccio metallico che avete bullonato al telaio).

Su, manca poco!

Collegate il polo positivo delle batterie al polo positivo dell’alloggiamento delle pile del walkman, stesso discorso per i poli negativi. Dovreste aprire il walkman per tirar fuori i cavetti collegati alle placchette metalliche, ma l’importante è avere un contatto stabile. Se siete ipertecnologici potete usare l’ingresso a jack per l’alimentazione esterna. Magari, visto che dovrete maltrattare il walkman, usatene uno vecchio.

Io ho montato il walkman sul centro del manubrio, inserito in un astuccio impermeabile di plastica trasparente, a sua volta fissato con del nastro per pacchi al telaio, e con una tavoletta di compensato tra l’astuccio ed il manubrio che dava un appoggio in piano.

Purtroppo, anche se ora ho una webcam con cui poter fare foto di tutto l’occorrente, ho già smontato il walkman dalla bici… ma confido nella vostra abilità manuale.