Archivi categoria: cellulari

Convertire una micro-SIM in una scheda SIM normale, senza adattatore

Vi può capitare di avere tra le mani una microSIM per una qualche promozione (ad esempio, guardacaso, la super smartphone di Wind), ma dovete metterla in un telefono che accetta SIM di dimensioni normali.

Potete farlo senza attendere che vi arrivi per posta un costoso adattatore (perché dite quello che vi pare, ma pagare qualunque cifra sopra i 50cent per un francobollo di plastica ritagliato, secondo me è troppo costoso).

L’importante è NON rimuovere la microsim dalla sua matrice formato carta di credito!

microsim convertita all'interno della matrice
Questo è quello che faremo, ritagliare una cornice attorno alla micro-SIM dandole la forma di una normale SIM
confronto larghezza sim microsim
Confronto della larghezza della microsim nella sua scheda formato carta di credito, con una SIM normale, notare l’allineamento dei bordi delle piazzole
riferimento larghezza sim sulla matrice
Avendo perfettamente allineato i contatti della SIM con quelli della microSIM (dovete naturalmente guardare le piazzole che hanno i segnetti dei contatti, cioè quelle effettivamente usate) marcate i bordi laterali con del nastro isolante
sagoma sim sulla matrice della microsim
Fate lo stesso con i bordi superiore e inferiore, allineando stavolta le due schede in modo che i chip siano alla stessa altezza
adattamento microsim quasi finito
Il risultato grezzo dopo aver inciso lungo i bordi con un taglierino ed un righello a tenere la retta, le dimensioni sono leggermente eccessive ma basta poco per aggiustarle
microsim convertita e sagomata
Dopo aver tagliato via l’angolo e aver arrotondato i bordi l’aspetto è quello di una normale SIM

La scheda SIM così ottenuta funziona perfettamente nel mio Galaxy Note, anche se è un po’ più complicata da far entrare siccome è meno rigida lungo i bordi e la pista di inserimento è stretta..

Android suonerie notifiche sveglia perse o cambiate dopo il reboot

Avete appena aggiunto qualche suoneria personalizzata sul vostro telefono Android, ma dopo ogni riavvio le perdete e sono reimpostate a qualche suoneria diversa, o non suonano affatto? Come se qualcosa le reimpostasse ogni volta, o non venissero salvate correttamente?

Molto probabilmente avete copiato gli MP3 sulla scheda SD, in

  • /ringtones
  • /alarms
  • /notifications

o magari in

  • /media/audio/ringtones
  • /media/audio/alarms
  • /media/audio/notifications

(funzionano tutti allo stesso modo).

Dopo un reboot, potrebbe accadere che per qualche ragione la vostra scheda SD impkiega troppo per essere montata o scansionata, quindi Android non riesce a trovare nulla nelle cartelle specificate, perché non si sono ancora rese disponibili.

Non so se ci sono soluzione per far montare la SD più rapidamente da Android, comunque una soluzione alternativa per aggirare il problema consiste nel copiare direttamente i file nella memoria interna del telefono. Brutta scorciatoia, perché ruba spazio alle applicazioni, comunque funziona.

Quindi, prendete i vostri MP3, e copiateli (usando un file explorer root, come ES File Explorer) nella memoria interna, rispettivamente in

  • /system/media/audio/ringtones
  • /system/media/audio/alarms
  • /system/media/audio/notifications

in questo modo verranno trattati come suonerie di sistema (vedrete le altre suonerie di default in quelle cartelle, ed anzi potete cancellarle siccome sono comunque inutili, per aumenare lo spazio libero).

La calibrazione delle batterie agli ioni di litio, punti di vista

Sono un frequentatore abituale dei forum di XDA da quando ho felicemente iniziato ad usare il mio HTC HD2 Leo (in realtà, l’ho appena portato in un centro di raccolta per farlo riparare in garanzia… touchscreen morto, sigh). Da allora, ho iniziato a leggere di “strane” pratiche riguardanti le batterie Li-Ion e l’uso che bisognerebbe farne per prolungarne la durata. Sin da prima di tutto ciò, quando ancora usavo pocketpc più anziani (tutti iPaq) avevo l’abitudine di usare la batteria fino a circa il 30% per poi ricaricarla, e evitavo per quanto possibile di ricaricarla prima che “fosse ora”; dall’altra parte, si trovano dovunque guide che sostengono che le batterie LiIon migliorano tanto di più quanto più frequentemente vengono caricate, e peggiorano con cariche infrequenti e più “piene” (sicuro, infatti tutti i possessori di portatili sono in grado di confermare come le batterie migliorano col tempo usandoli sempre attaccati all’alimentatore… come no).

Quello che segue è un estratto di una guida tratta da un sito a caso (in realtà i passaggi sono piuttosto costanti dovunque leggete, anche sui thread di XDA):

  1. Consumate la batteria fino a quando il telefono non si spegne da solo
  2. Riaccendetelo e aspettate che si spenga da solo di nuovo
  3. Rimuovete la batteria per 10 secondi
  4. Reinserite la batteria ma lasciate il telefono spento
  5. Ricaricate il telefono fino a quando non arriva al massimo, e poi ancora per un’altra ora
  6. **Solo per chi ha eseguito il root** Da un terminale, inviate il comando su, e successivamente “rm /data/system/batterystats.bin”
  7. Consumate la batteria fino a quando non si spegne il telefono
  8. Accendete il telefono e caricatelo per almeno 8 ore
  9. Scollegato il cavo dal telefono, spegnetelo, e poi ricaricatelo per un’altra ora
  10. Scollegate il telefono, accendetelo, aspettate due minuti
  11. Spegnete nuovamente il telefono, e caricatelo per un’altra ora
  12. Riprendere l’uso normale

Ora, l’ultima delle mie intenzioni è criticare il lavoro svolto da queste persone (davvero), tuttavia, personalmente (molto personalmente), penso che in qualunque punto di quell’elenco si protebbe inserire la seguente istruzione:

  • Vestitevi con un kilt a strisce bianche e verdognole, e, mentre indossate SOLO quello, durante una notte di luna piena, saltate attorno al telefono in carica urlando “LIIIITIIIOOOOOOO”

e si intonerebbe perfettamente con il tenore generale della lista.

Per precisare inoltre, quando il telefono vi dice che è completamente carico, significa che ha smesso di inviare corrente elettrica alla batteria; in altre parole, una volta che la lucetta è diventata verde, potete lasciarlo attaccato al caricabatterie un giorno intero, dal punto di vista pratico non farà alcuna differenza.

Io so di essere un caso estremo, tuttavia posso in tutta sincerità portare la mia esperienza: possiedo la batteria standard originale, ed ho comprato da venditori cinesi su ebay altri 3 cloni (1230mAh, perfettamente identiche all’originale se non fosse per un codice a barre un po’ più piccolo), assieme ad un caricabatterie da tavolo.

Uso il telefono fino a quando non scende circa al 20% di carica (ultimamente arrivo al 10%, o anche al 5% se sto facendo qualcosa che non mi va di interrompere, come guardare telefilm), quindi tiro fuori la batteria, e inserisco la successiva, carica (sono numerate da 1 a 4). La batteria esaurita finisce direttamente nel caricatore da tavolo (o in tasca, fino a quando non torno a casa).

Uso raramente il caricabatterie da accendisigari in auto, ma regolarmente uso il telefono in macchina come lettore MP3 o navigatore.

Sono arrivato, con un uso leggero, fino a 4 giorni di durata. Si, ho scritto bene, QUATTRO giorni di vita della batteria, ovviamente senza ricariche intermedie; avrò usato poco il telefono, ma si tratta pur sempre di 96 ore, e non succedeva neppure con i Nokia di 10 anni fa che la batteria durasse così tanto. Mi volete dire che con quei trucchetti la durata sarebbe ancora maggiore?

  This article has been Digiproved

Costruire un caricatore a pannello solare con batteria di riserva e porta USB

Che bella l’energia solare, ti dà la piacevole sensazione di risparmiare salvando l’ambiente.

Il mio HD2, il telefono HTC che sto usando adesso, ha la sua riserva di ben quattro batterie che posso scambiare se mi trovo fuori senza prese di corrente sottomano, ma mi mancava una fonte di energia rinnovabile, cioè un buon pannello solare; diciamocelo, i caricatori solari che si trovano su eBay fanno pena, sono costruiti attorno a cellette solari che è grasso che cola se arrivano a 40mA di uscita, ed in realtà fanno fare tutto il lavoro alla batteria interna, che si suppone venga caricata prima di uscire da casa, e che se dovesse essere caricata dal pannelletto solare impiegherebbe almeno due giorni alla luce diretta; quando invece un caricatore solare degno di questo nome dovrebbe avere una uscita di energia sufficiente a sostenere il dispositivo acceso, caricare la batteria del dispositivo, e anche la batteria di backup interna, così che durante la notte le due batterie cariche siano sufficienti a mantenere l’operatività. Il mio primo caricatore solare era costruito con un pannello da 1W (5V e 200mA), che aveva le stesse identiche dimensioni del mio HD2, anche se non era sufficiente, siccome guardare filmati richiede già da solo più di 200mA, e non rimaneva potenza sufficiente a ricaricare la batteria. Per cui ho abbandonato la prima versione (che è in vendita, se vi interessa), e dopo aver trovato questo modello di pannello solare che arrivava ad una uscita di 700mA, ho deciso di acquistarlo; ovviamente è più grande, ma aveva una capacità sufficiente a gestire anche una batteria di backup interna. Questa pagina vuole essere una cronistoria della mia esperienza, e quindi una guida a come costruire da soli un caricabatterie a pannello solare, con tanto di batteria di riserva interna. Per prima cosa, la lista degli ingredienti:

  1. Tester/multimetro digitale, per controllare il funzionamento del progetto mano a mano che procede, evitando di portarsi dietro degli sbagli fino a quando non sarà tardi per correggerli
  2. Saldatore a stagno per lavoretti elettrici
  3. Pistola per colla a caldo (la migliore amica dell’uomo dopo i biscotti al cioccolato)
  4. Pannello solare (ovviamente), più grande è e meglio è. Avete bisogno di una uscita a 5V (voltaggi più elevati vanno bene solo se usate un circuito per ridurre la differenza di potenziale, che non è coperto da questa guida), e dovete cercare quello con l’uscita di corrente maggiore possibile, il mio da 700mA è notevole di per sé, ma forse ne esistono di più potenti; come dicevo nella prefazione, va bene anche un pannello più piccolo, ma poi sarebbe inutile aggiungere la batteria interna di riserva, siccome non basterebbe a ricaricare tutto
  5. Una porta  USB-A che potete smontare da una vecchia scheda madre o da un hub non funzionanti
  6. Cavi elettrici, è più carino se usate quelli rosso e nero, ma i colori non cambiano nulla, come vedete nelle foto ho usato verde e bianco, basta ricordare le polarità (nel mio caso il bianco era il positivo)
  7. Due diodi Schottky (per impedire il reflusso di corrente all’interno del pannello, e dal pannello direttamente nella batteria; non dovete comprarli, potete dissaldarli da una vecchia scheda madre o da un vecchio caricabatterie per cellulari
  8. Una batteria agli ioni di litio da 3.7V, io ho comprato una 18650 “Ultrafire” da 3000mAh, ma qualunque tipo di batteria va bene purché abbia una capacità sostanziosa
  9. Un circuito di ricarica protetta, che accetta voltaggi in entrata in un range variabile, e restituisce una tensione fissa in uscita di 4.2V, impedendo anche i reflusso di corrente ed il sovraccarico della batteria; io ho preso il mio da un vecchio caricabatterie da tavolo per un cellulare Nokia; in alternativa, potete comprare direttamente una batteria UltraFire protetta, con un circuito di protezione incluso che quindi fa due cose in una; in questo caso vi servirà un solo diodo.

Questi sono i passaggi fotografici:

pannello solare monocristallino 700mA 5V
Questo è il pannello solare che ho acquistato, largo circa 16x16cm, ma potente
18650 ultrafire 3000mAh
La batteria usata in questo progetto, una 18650 stilo, da 3000mAh, più del doppio della batteria del mio telefono
circuito di ricarica protetto Li-Ion
Superficie superiore del circuito di ricarica Li-Ion che ho smontato da un caricatore da tavolo
retro del circuito di ricarica protetto li-ion
Superficie inferiore del circuito stampato; ho aggiunto i miei cavi per l'ingresso della tensione di alimentazione, ma è comunque presente lo spinotto piccolo Nokia che posso ancora usare; più tardi ho sostituito anche i cavi della batteria
porta connettore USB-A femmina
La polarità della porta USB-A; per farla riconoscere come caricabatterie dovrete mandare in corto i poli centrali dei dati stagnandoli assieme
solar panel charger backup battery scheme
Lo schema elettrico del progetto disegnato a mano; dopo averlo disegnato per questa guida, mi sono reso conto che avrei potuto evitare di aggiungere il diodo del circuito di ricarica, quello evidenziato in rosso; AGGIORNAMENTO: c'è un diodo che esce dal polo positivo della batteria, serve a evitare l'entata diretta della corrente nella batteria dal pannello solare, in modo da accertarsi che la batteria sia caricata unicamente dal circuito di protezione. Se invece usate una 18650 protetta, la batteria andrà collegata direttamente in parallelo al pannello senza alcun diodo di protezione.
retro pannello solare con diodo e porta usb
Questa è la versione di base del caricatore solare, semplicemente con diodo di protezione e porta usb di uscita, che funziona solo in presenza di luce solare, non avendo una batteria accumulatrice
diodo di protezione del pannello solare
Si può vedere attraverso la colla a caldo il diodo di protezione del pannello solare, con la riga bianca sul verso opposto rispetto al polo positivo del pannello
due diodi sul pannello solare
Qui ho aggiunto un secondo diodo pensando fosse necessario per impedire il reflusso di corrente al circuito di ricarica (che avviene se la corrente dalla batteria rientra nel caricatore, in un tentativo impossibile della batteria di ricaricarsi da sola); in realtà con questi collegamenti è sufficiente il solo diodo di protezione del pannello solare; so già che la saldatura è orribile.
polo negativo 18650 stagnato
Sono riuscito a saldare il cavo al polo negativo della 18650, non è un legame forte ma un po' di colla a caldo ha aiutato
colla a caldo sul polo negativo della 18650
Un monticciolo di colla a caldo isola e tiene in posizione i cavi sul polo negativo della batteria
molla per polo positivo della 18650
Ho sprecato almeno mezz'ora tentando di stagnare il polo positivo della batteria, ma non teneva qualunque cosa facessi; quindi alla fine mi sono inventato una molla attaccata al cavo...
polo positivo della 18650 con molla
...e l'ho messa a contatto col polo positivo della batteria tenendola ferma con la solita colla a caldo
caricabatterie a pannello solare con batteria di backup, vista retro
Dopo aver fissato tutte le parti al retro del pannello con la mitica colla a caldo (ho usato più di una barretta di colla per tutto) questo è l'aspetto finale dell'archibugio
caricabatterie pannello solare fronte
Aspetto frontale del tutto... non si nota nulla, a parte a malapena il led e la porta USB in cima
dettaglio led e porta USB caricatore pannello solare
Particolare della porta USB e del led
caricatore solare con batteria di riserva in azione
La ricompensa per il duro lavoro: il pannello alla luce del sole (non diretta, ma sufficiente); potete vedere negli ingrandimenti sia il led del circuito di ricarica (illuminato di verde, il che significa che il pannello sta alimentando il circuito, e la batteria a valle è già carica, altrimenti il led sarebbe rosso), ed il led arancione di ricarica del mio HD2.

AGGIORNAMENTO (29/9/11): diversi visitatori mi hanno chiesto cosa va cambiato se si vuole costruire un caricabatterie solare semplice, senza batteria di riserva; facile: prendete lo schemino del circuito, ed eliminate completamente la parte relativa a batteria, circuito di controllo della carica, e cavi che entrano ed escono da questi ultimi.

AGGIORNAMENTO (4/11/11): mpigio nei commenti mi ha fatto notare una notevole leggerezza commessa nel progettare lo schema del circuito, praticamente la protezione di ricarica veniva bypassata perché la batteria era direttamente in parallelo col pannello solare; ho modificato il tutto aggiungendo un diodo in uscita dalla batteria per prevenire questo difetto.
Su una nota aggiuntiva, invece di impazzire nel cercare un circuito di protezione di ricarica, come altri mi han fatto notare nei commenti, forse vi conviene acquistare direttamente una 18650 protetta, ovvero con circuito di protezione già integrato.

AGGIORNAMENTO (9/11/11): scrivo qui qualcosa che ho dovuto specificare più volte nei commenti. Ovviamente, quando non c’è sole, è la batteria di riserva che fornisce il voltaggio in uscita: questo non sarà 5V come una normale porta USB, ma al massimo 4.2V, ed a scendere fino a 3.7V, o un po’ meno. Molti dispositivi dovrebbero considerare questa tensione come sufficiente per la ricarica (come il mio HD2), anche se per ragioni tecniche non si caricheranno fino al 100%, ma nei commenti è stato riportato che non bastava per un navigatore GPS, che non considerava sufficiente neppure i 4.8V forniti da quattro batterie AA ricaricabili d 1.2V collegate in serie; in questi casi è necessario un regolatore di tensione (del tipo “boost” o “step-up”) che può ricevere in ingresso tensioni inferiori e variabili, e fornire in uscita sempre 5V, e che potete quindi collegare alla porta USB. Questo componente è sicuro da collegare come ultimo e unico prima della porta USB in uscita, in modo che sia il pannello solare che la batteria convergano verso di esso, e solo una tensione regolata e costante di 5V venge fornita dal vostro caricatore solare.

 

Morale della favola, con questo aggeggio potete ricaricare qualunque cosa che abbia un cavetto di ricarica USB, che sia iphone, ipod, ipad, qualunque cellulare HTC, lettori mp3… potete anche collegarci un hub USB e ricaricare più dispositivi in contemporanea, se il pannello è di potenza sufficiente. In questo caso, siccome la schedina di ricarica ha il suo spinotto femmina piccolo Nokia, posso anche usare un qualunque caricabatterie per ricaricare la batteria di riserva interna.

  This article has been Digiproved

 

Dual sim per HD2, guida, e disattivazione setup automatico della rete

HD2, bel telefono davvero. Peccato che non sia dualsim, non mi sorprende che diverse persone vogliano farlo funzionare con due numeri diversi. La stessa cosa volevo fare io, e questa guida è un riassunto della mia esperienza, grazie soprattutto alle informazioni fornite da mannyy dei forum di XDA.

Prima di tutto evitate di acquistare i costosissimi adattatori che trovate su internet, sarebbe semplicemente sciocco spendere una settantina di euro per un pezzetto di plastica, quando un intero cinafonino dualsim con fotocamera, radio, TV e Bluetooth costa meno di quella cifra.

Esistono fondamentalmente due tipi di adattatori dual-sim, indipendentemente dalla marca, quelli “no cut” e quelli “cut”, cioè che richiedono, o meno, di ritagliare il chip dalla sim per inserirlo nell’adattatore. La schedina che ho acquistato io è del tipo no cut (presa da ebay, anche se ora per motivi ignoti ai più, ebay ha deciso di bandire quell’inserzione), e si chiama Magicsim “iphone 3G dualsim”, ma ne possiedo anche un’altra, la Magicsim 23th-A, che richiede il taglio delle SIM, e che mannyy su XDA riporta essere anch’essa funzionante con l’HD2; la 26th dovrebbe funzionare anch’essa.

magicsim 26th
Questa è la Magicsim "iphone 3G dualsim", ho speso poco meno di 7 euro spedizione compresa per farmela arrivare dalla Cina
magicsim 26th hd2
Tolta la copertura dalla fascetta adesiva, ho applicato entrambe le SIM nell'adattatore, e questo è come appare una volta inserito nell'HD2
HD2 back metal cover
Interno della cover metallica posteriore dell'HD2; ho segnato con un pennarello le zone dove la seconda SIM ed il chip si sovrappongono ai bordi rilevati, impedendo la chiusura corretta; sarà necessaria una fresa diamantata montata su un dremel, o attrezzatura equivalente, per grattare via il metallo in quella zona

Come è evidente, non ho grattato via il metallo dalla cover… in effetti, alla fine ho deciso di non usare più l’adattatore dual sim, perché anche se perfettamente funzionante, una volta effettuato il passaggio alla seconda SIM, la prima risulta “spenta”, e non ho nessuna intenzione di perdere importanti telefonate di lavoro per effettuare chiamate personali usando lo stesso telefono, per ora continuerò ad usare un secondo cellulare. Potevo pensarci prima direte, eh lo so. Ma almeno ora ho lo spunto per scrivere questa guida che conto tornerà utile a qualcuno.

Ora passiamo alla parte operativa.

dualsim hd2 menu1
Menu principale della dual sim che rimpiazza il menu standard della scheda SIM; per cambiare scheda basta toccare SIM1 o SIM2; quella con l'asterisco davanti è la scheda attualmente connessa
Dualsim hd2 menu 2
Questo è il sotto-menu di "Dual Mode"; accertatevi che sia selezionato "STK mode", e assolutamente non attivate "007 mode"

ATTENZIONE: NON attivate 007 mode dal menu Dual Mode!!

La modalità 007 è molto utile, siccome da una parte conserva il menu standard della SIM, e dall’altra permette di cambiare più rapidamente da una scheda all’altra, perché basta chiamare i numeri 001 o 002 e subito riattaccare per effettuare il passaggio, che è ovviamente più veloce rispetto all’aprire ogni volta il menu. Per disattivare la modalità 007 bisogna chiamare 007 e riattaccare. Piccolo problema, l’HD2 non supporta la modalità 007 e non potrete né passare da una scheda all’altra né usare il numero 007 per disattivarla, quindi la dualsim diventa praticamente inutile. Unico modo con cui io sono riuscito a disattivare il 007 mode, è mettendo l’adattatore in un altro telefono: su un Nokia 3310 non ha funzionato, ma su un Nokia 7210 ho chiamato 007 e riattaccato, ed è stato riattivato finalmente il modo STK. Ho anche scritto una mail al supporto Magicsim, e mi ha risposto Cindy (chissà perché tutti i cinesi addetti agli helpdesk hanno nomi americani) allegando un file doc, in cui era scritto di provare a creare un nuovo contatto nella rubrica del telefono, con nome e numero uguale a 007, e salvarlo sulla SIM (NON nella memoria del telefono), in quel modo verrebbe disattivata la modalità 007.

Un altro metodo contenuto nel doc era quello di disattivare la connessione 3g e passare al GSM semplice, quindi riavviare il telefono, ma nel mio caso il 3g era già disattivato.

Dualsim hd2 menu 3
Assicuratevi che "Not Connected" nel menu "NO.Hide" sia disattivato, come in questa immagine

Un altro dettaglio da tenere presente: non ho alcun abbonamento dati sulle mie SIM, quindi ho sempre il 3g disattivato per risparmiare batteria, e non so se la considerazione seguente è valida anche per chi ha il 3g attivato. Comunque, nel menu “NO. Hide” è presente l’opzione “Not Connected”: questa deve essere disattivata, cioè senza asterisco, in altre parole deve esserci scritto “Not Connected” e non “*Not Connected”. Se questa opzione è attivata, il passaggio da una scheda all’altra non funziona, e dopo un po’ il telefono riporta che la SIM è mancante, ed a questo punto è necessario riavviare il telefono, o più rapidamente attivare e subito disattivare il “Modo aeroplano” per riavviare solo la radio. Se invece non c’è alcun asterisco in quella opzione, il passaggio dopo 30 secondi circa va a buon fine.

Disattivare il setup automatico della connessione di rete

Il secondo problema più noioso, almeno per me, è che ogni volta che si effettua il passaggio da una SIM all’altra, il telefono avvia la procedura automatica di configurazione per usare la connessione internet del vostro servizio mobile; non avendo io alcun abbonamento dati, questa è una cosa da evitare, e prima mi bastava andare,  una volta sola ad ogni flash di una nuova ROM, in:

Impostazioni Manila > Controlli Wireless > Menu > Connessioni > Scheda Avanzata > Selezione reti

quindi accertarmi che entrambe le voci fossero su “Rete ufficio”, evitando quindi che il telefono utilizzasse una connessione 3g/Edge.

Comunque, cambiando SIM regolarmente, ogni volta viene riavviata la procedura automatica, ed oltre ad essere un insulto per gli occhi, bisogna costantemente tornare nelle impostazioni wireless a disattivare la connessione. Non se ne parla proprio. Meglio disattivare alla radice la procedura di configurazione automatica.

MODIFICA (28 Sett 2010): potete ignorare l’ultimo paragrafo di questa guida, ho un po’ esagerato; l’utente xlr8me di XDA ha trovato il “metodo facile”, cioè dalle impostazioni di Manila, aprite Controlli Wireless, quindi Connessioni dati, e dal pulsante Menu disattivate la voce “configurazione automatica”.

L’applicazione che configura la connessione di rete è /Windows/ConnectionSetupAuto.exe, che si trova nella ROM, quindi non può essere né cancellato né rinominato, per cui bisogna semplicemente evitare che quel file venga eseguito. Un repulisti del registro è quello che ha funzionato nel mio caso: ho usato l’editor di registro di Advanced Task Manager di DotFred, ho cercato l’INTERO registro per valori contenenti la stringa connectionsetupauto e non ho fatto altro che cancellare completamente le cartelle che contenevano le chiavi con quel valore, ASSIEME a tutte le altre chiavi contenute nella stessa cartella; sicuramente grossolano come metodo, ma per me ha funzionato e quindi non me ne pento. Un altro metodo più conservativo sarebbe modificare manualmente i valori delle stringhe che puntano al percorso del file eseguibile, aggiungendo per esempio alla fine .off, ma  non sono sicuro che una cosa del genere funzionerebbe, non avendola testata.

This article has been Digiproved

Guida alla registrazione completa delle telefonate sull’HTC HD2

Non discuterò in questo articolo dei motivi per cui registrare le telefonate entranti o uscenti dal vostro cellulare, né di come in alcuni paesi questo è illegale o solo parzialmente legale.

Ci sono due problemi con la registrazione delle telefonate sull’HTC HD2:

  1. la voce dell’altra persona ha un volume molto basso, ed è completamente inudibile se ci si trova in ambienti rumorosi
  2. la registrazione cessa dopo il primo minuto di telefonata o poco oltre

E le ragioni di questo sono le seguenti

  1. l’audio relativo alla terza persona non viene registrato direttamente, ma è solo quel poco che arriva al microfono dall’altoparlante
  2. il dispositivo entra in modalità di risparmio energetico dopo un certo intervallo, e tutto ciò che non riguarda il segnale radio viene spento

Il problema principale è sempre stato il primo, siccome il secondo era già risolto tramite alcuni hack di registro rilasciati da non so chi (il membro di XDA shinobi_uk ha rilasciato un CAB contenente le chiavi di registro in questione, anche se non è l’autore di queste ultime); questa storia infinita (che ha spinto alcuni a sostenere che il problema dell’audio fosse una limitazione hardware, mentre io ho sempre creduto all’ipotesi dell’interruttore software nascosto) è stata risolta (secondo quanto sostiene il membro di XDA che ha pubblicato la soluzione) dal membro di 4pda.ru RekGRpth; gli hack di registro precedentemente rilasciati dal membro di XDA mskip (se non vado errato) che indirizzavano e risolvevano il problema audio nei modelli precedenti di HTC sono ancora necessari, anche se da soli non bastano ad attivare la registrazione piena di entrambe le parti sull’HD2.

Quindi, per arrivare al nocciolo, queste sono tutte le chiavi di registro necessarie ad attivare la registrazione di entrambi i canali audio sull’HD2:

[HKLM > Drivers > BuiltIn > WaveDev]
"MixModeRecord"=dword:00000001

[HKLM > Drivers > BuiltIn > RIL]
"BatteryTimeoutInCall"=dword:00000000
"BattSuspendTimeoutInCall"=dword:00000000
"EnableFastDormantDisplayDuringCall"=dword:00000000

[HKCU > ControlPanel > Phone]
"Sleep"=dword:00000000

[HKCU > ControlPanel > BackLight]
"LightSensorPollingEnable"=dword:0

[HKLM > System > AudioRecording]
"Enabled"=dword:00000001

[HKLM > Software > Microsoft > Voice]
"EnableCallRecordMenuItem"=dword:00000001
"AllowInCallRecording"=dword:00000001

Una volta aggiunte, non è ancora finita, siccome avrete bisogno di un programma che effettua la registrazione vera e propria; io uso il semplicissimo ed efficacissimo ACR programmato dal membro di XDA slothie.

This article has been Digiproved

Truffe su subito.it: vendite di HTC HD2 a prezzi stracciati

Tanto per perder tempo, nel primo pomeriggio cerco, sul sito subito.it, e nella mia area geografica, degli annunci di vendita per il mio attuale cellulare, un HTC HD2; sono infatti curioso di vedere qual è il prezzo medio dell’usato su questo dispositivo. Mi colpiscono subito alcuni annunci con prezzi di 250, 240, 190 euro, effettivamente troppo bassi anche considerando che sono trascorsi 9 mesi dal rilascio di questo telefono (un buon prezzo sarebbe 350 euro, su una media di 400).

Quindi, annusando la sòla a distanza, contatto comunque i venditori, perché in fondo, se vicini a me, e se dopo un’ispezione accurata, il telefono fosse risultato “vero”, un secondo HD2 a quel prezzo l’avrei pur comprato, o sarei perlomeno stato tentato.

Mi risponde solo uno dei venditori, il mio messaggio di contatto è stato:

Ciao ***
dove ti trovi? Se davvero lo vendi a
quel prezzo (sono curioso di sapere
come mai) mi vien voglia di
comprarmene un altro, e se sei
abbastanza vicino potrei decidere di
venire a vederlo.
Saluti

e la sua prima risposta:

ACCETTTO SOLO PAGAMENTO POSTPAY

e già qui…. tutto in lettere maiuscole, nessun saluto o presentazione, messaggio telegrafico che contiene più errori ortografici che parole (passino le tre T in ACCETTTO, ma si scrive postepay con la E!), il gioco era evidente ancor prima di capire il senso della richiesta (cioè, di pagarlo in modo non tracciabile, anonimo, privo di causale, equivalente ad un versamento fatto da sé stesso, in pratica come lasciare aperta la porta di casa con su scritto “Cari ladri entrate pure, non c’è nessuno”).

Però voglio divertirmi, e faccio la parte dell’ingenuo, quindi replico così:

perché, se vengo a prenderlo di persona e ti pago in contanti non ti va bene?

e quasi subito arriva:

SOLO SPEDIZIONE PAGAMENTO POSTPAY

già, ecco, ti ho aperto la porta, ed ho appeso il cartello, dammi solo il tempo di uscire di casa… (postepay con la E e che diamine!!)
Comunque, la mia mossa successiva stavolta è un più indelicato:

capito… e quanti fessi sei riuscito a fregare fino ad ora? Perché se
è una cosa che rende comincio a farlo anche io

Stavolta la risposta si lascia attendere, e immagino che, smascherato (come se ci volesse tanto…) abbia deciso di sparire, ed invece, sempre nell’arco dello stesso pomeriggio, ecco cosa ricevo:

noi siamo una ditta seria ed e’ per questo che offriamo prodotti ottimi ed
usiamo sempre la stessa politica.e’ libero di avere i suoi pensieri.ci scusi
per il disguido.arrivederci

Ceeeeerto.
Stavolta si nota qualcosa di differente. La frase non è più stringata, non è scritta in lettere maiuscole (anche se c’è stata una semplice transizione alle minuscole, in altre parole “o tutto o niente”), e dimostra un linguaggio sicuramente più elaborato (sì, ma qualunque cosa è più elaborata del trogloditese).
Probabilmente si tratta di un dodicenne che si diletta nell’arte della stangata (anche se nella sua forma più bambinesca e, diciamocelo, scema), che messo in difficoltà ha chiesto aiuto al fratello maggiore, o alla mamma, più esperti della vita.

Aggiornamento del 14/8:
Ho appena ricevuto risposta da un’altra delle persone che ho contattato. Lui in confronto è un vero professionista… pecca però di qualche imperfezione nella lingua italiana, che lo smaschera. Curioso notare però, come il primo era evidentemente italiano, anche se scriveva in maniera cagnesca, mentre questo secondo è evidentemente non italiano, ma ha proprietà di linguaggio migliori.
Ecco quello che mi ha scritto (o meglio di cui ha fatto copia/incolla, non credo inventi di sana pianta una nuova storia ogni volta):

Ciao.
Ora sono a Bucarest, in Romania. Io sono un controllore di volo, sto lavorando presso l’Aeroporto Internazionale “Henry Coanda” per le prossime tre settimane.
Il prodotto è in perfette condizioni e ha tutti gli accessori con garanzia e fattura.
Te lo invio tramite EuroPoste (azienda di trasporto come l’UPS, FedEx) oggi … Riceverete il prodotto in tre giorni …..
Il pagamento viene effettuato tramite la società per essere sicuro per voi e anche per me.
Il pacchetto arriverà in tre giorni … è interessato? Per la spedizione mi serve solo il vostro nome,
indirizzo completo e numero di telefono. Farò la spedizione al più presto.

Attesa per la risposta
* tasse di spedizione sono incluse nel prezzo.

…”tasse di spedizione”? Impegnati di più 🙂 Inizia con un “ciao” e poi mi dà del lei, più una quantità di altri stranierismi; più che trovarsi semplicemente in Romania, sembra proprio un rumeno DOC.
Non intavolo alcun botta e risposta, non ne vale la pena… però da questo post potrebbe nascere una specie di raccolta delle “fregature più pittoresche”.

  This article has been Digiproved

Windows Mobile uptime dall’avvio o sostituzione batteria, chiave di registro

Sono un felice possessore (al momento in cui scrivo) di un HD2; data la sua batteria limitata di 1200mAh e qualcosa, e la mia abitudine di comprare sempre una batteria di riserva per tutti i dispositivi elettronici che possiedo (anche se ora, con questo HD2, mi sono liberato in un colpo solo di telefono, palmare, fotocamera compatta e antenna GPS bluetooth, se escludiamo la reflex digitale che raramente porto con me), forse ho esagerato, ma ho comprato ben tre batterie di riserva, che scambio quando sono scariche, e ricarico in un caricabatterie esterno.

Solo adesso sono diventato curioso di misurare con più precisione la durata delle batterie prima che raggiungano il 10% (quando le tiro fuori per caricarle), perché non ricordo mai quando le ho cambiate la volta precedente.

Scavando un po’, ho scoperto che la chiave di registro che misura il tempo trascorso dall’ultimo avvio è

HKLM > System > Uptime > Clock

mentre l’uptime dall’ultima sostituzione della batteria (il valore diventa zero dopo aver rimosso la batteria, e non si azzera dopo un riavvio) è

HKLM > System > Uptime > ClockSession

Il valore di queste chiavi rappresenta un intervallo di tempo misurato in secondi; dividetelo due volte per 60, e una volta per 24, ed otterrete il numero di giorni (e frazione di giorno)  dall’ultimo reboot o dall’ultimo cambio batteria (ripeto, devo ancora verificarlo, sarà per quando finirà questa che ho ora). Questo articolo è stato scritto basandomi su WM 6.5.X, comunque non c’è motivo per cui non debba funzionare anche per le versioni immediatamente precedenti di Windows Mobile.

This article has been Digiproved

Come comporre suonerie per i Nokia con composer, usando file MIDI

Dopo aver scambiato il mio nuovissimo Philips Fisio 311 con il Nokia 3310 di seconda mano del babbo mi sono gettato nella personalizzazione avanzata.

Quello che avevo sempre sognato agli albori della mia esperienza coi cellulari era di poter programmare una suoneria di Monkey Island, e finalmente, dopo tante fatiche per imparare tutto il necessario, ci sono riuscito.

Questa guida è pensata per chi ha dei file MIDI delle sue canzoni favorite e vuole convertirli a suonerie, e fa uso di diversi programmi gratuiti che ho scovato sulla rete, e che potete trovare nella sezione Downloads/AudioVideo del sito, col nome di Nokia Ringotone Kit, assieme ai file di testo delle melodie che ho già programmato io.

RTTTL (semplicemente chiamato "RTTL") significa RingTone Text Transfer Language (linguaggio testuale per la composizione di suonerie) ed è il formato testo standard che descrive le note sui cellulari, per cui, almeno fino all’ultimo passaggio (che spiega come tradurre le note in tasti del Nokia), questa guida può essere usata per ogni cellulare che lo supporta, praticamente tutti quelli recenti.

Primo passo, trovate i file MIDI che volete usare:

Questi sono i primi file che mi sono divertito a tradurre in RTTL

 

Quindi copiateli in una cartella di lavoro, meglio se cambiando il nome con uno più semplice, magari si una sola parola, come ghost.mid e intro.mid, visto che dovrete lavorare anche dal prompt di DOS. Alla fine avviate MIDI2Tone (tonewin.exe) e aprite uno di questi file per ascoltarlo.

Una volta aperto il file e durante la riproduzione, cercate la traccia che contiene la melodia principale.

 

Usate il piccolo box in alto a destra per cambiare traccia (freccia sù/giù), fino a quando non vedete che la frequenza delle note nel grafichetto in basso a destra non segue la melodia, quindi premete il pulsante Note View:

Qui potete vedere come sono posizionate le note rispetto all’intervallo in ottave che i Nokia possono riprodurre (in questo caso le note sono segnate in rosso dopo essere state selezionate).

 

Trascinate un rettangolo attorno all’intero gruppo di note che compongono il ritornello della melodia (le note selezionate diventano rosse), e dopo aver fatto click destro scegliete "Listen". Qui potreste avere un messaggio di errore. Se non succede, saltate direttamente tutta la parte che riguarda MIDI Transpose. Dovete sapere che il Nokia 3210, e lo stesso per il 3310 (non so per gli altri, ma dovrebbe essere uguale) supporta solo 3 ottave in luogo delle 4 dello standard RTTL. Se avviate la melodia e qualcuna di queste note si trova fuori dall’intervallo riproducibile, avrete un errore simile:

Una delle note selezionate cade al di fuori dell’intervallo riproducibile.

 

Questo significa che dovete aggiustare la melodia per farla "entrare" nell’intervallo giusto, spostanto in sù o in giù tutte le note di un certo numero di mezzitoni (qui suppongo che il lettore abbia una infarinatura di educazione musicale). In breve, se non sapete di cosa sto parlando, date un’occhiata alla schermata di MIDI2Tone in Note View: dovrete in pratica trascinare sù o giù l’intero blocco selezionato per farlo stare tutto nella fascia gialla. Nell’esempio quindi, c’è ovviamente bisogno di spostare tutto giù. Diciamo che 7 mezzitoni siano sufficienti (un’ottava si estende su 12 mezzitoni). Scompattate MIDI Transpose (conviene metterlo nella stessa cartella dei file MIDI e TXT) aprite il prompt dei comandi ([Start > Esegui> Command] in Win98/Me oppure [Start > Esegui> cmd] in Win2k/XP), andate nella cartella che contiene il file miditran.exe (saprete usare il comando "cd" spero), e date i seguenti comandi (supponendo che il file si chiami ghost.mid):

La sintassi di miditran è la seguente (per ciò che ci interessa):
miditran -notes <+/- mezzitoni (sù o giù)> <fileoriginale>.mid <filenuovo>.mid

 

Il file GHOSTDOWN.MID sarà ora più in basso di 7 mezzitoni.

Quindi, se il file MIDI era a posto, oppure se siete riusciti ad aggiustarlo, riapritelo in MIDI2Tone e seguite gli stessi procedimenti fino a Note View:

Ora tutte le note si trovano nella fascia gialla, come dovrebbero.
Qui potete vedere quante note contiene la melodia, dopo aver cliccato col pulsante destro e aver scelto "Listen".

 

Non si possono avere più di 50 note (le pause si contano come note) in una suoneria. MIDI2Tone fa il lavoraccio per voi e rimuove le pause prolungando le note rpecedenti, risparmiando spazio, me se comunque avete più di 50 note nella melodia selezionata, dovrete ridurre le note selezionate facendo click destro e scegliendo "Clear", e trascinando un rettangolo attorno alle ultime note selezionate (rosse) per rimuoverle, fino a quando la prova con "Listen" non conferma che non ci sono più di 50 note. Quando siete contenti del risultato, fate click destro e scegliete "Save as nokring" (scrivete un nome con estensione TXT).

Nel pacchetto di programmi c’è anche WBeep, un programmino DOS. Estraetelo nella stessa cartella dei file TXT, e in Esplora Risorse trascinate il file TXT appena creato con MIDI2Tone sul file EXE, che comincerà a suonare la melodia attraverso l’altoparlante interno del computer, così da avere una veloce anteprima.

Ora avviate il programma Nokring RTTL to Nokia Converter e caricate il file TST salvato in MIDI2Tone. Importante: MIDI2Tone trattiene le risorse MIDI mentre è aperto, anche se non è in playback, per cui chiudetelo se volete sentire l’audio da Nokring Converter.

Il file RTTL una volta importato in Nokring Converter e convertito in pressione dei tasti del Nokia. (hold 5) e simili significa che dovrete tenere premuto il tasto 5 (o qualunque altro tasto indicato) un pò di più, fino a quando non sentite un nuovo beep, per avere la nota giusta.

 

Selezionate le opzioni di Nokring Converter come in figura, e premete il pulsante Get… per sfogliare le cartelle sino al file TXT salvato da MIDI2Tone (oppure usate uno dei file TXT che erano già nel file ZIP contenente i programmi). Scegliendo "Keypresses" avrete la lista dei tasti da premere per comporre la melodie, senza dover imparare il linguaggio di programmazione musicale del Nokia.

Dulcis in fundo