Archivi categoria: wordpress

Centrare le immagini con didascalia non centrate nei post WordPress

Mi ero stancato di come le immagini nei post non venivano centrate, ma invece erano tutte allineate sulla sinistra anche se le avevo impostate per essere allineate al centro, ed erano visualizzate bene nell’editor WYSIWYG di WordPress.

Su questo sito uso il tema Arclite, che permette di aggiungere definizioni CSS personalizzate dalle impostazioni, ma immagino che voi abbiate altri metodi per farlo, o possiate aggiungerle manualmente se proprio necessario.

Quello che ho aggiunto al foglio CSS è:

.aligncenter {margin-left:auto;margin-right:auto;}

che apparentemente funziona, siccome l’ho appena fatto ed ora le immagini sono centrate in firefox. Non mi sono dato la pena di testarlo in IE.

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Proteggere i propri contenuti digitali su WordPress da copia e plagio con una marca temporale

E’ già da un po’ che ho deciso di rilasciare tutto quello che scrivo sui miei siti sotto licenza Creative Commons. Perché vi chiederete? Ogni volta che pubblico qualcosa online, chiunque abbia accesso ad internet può leggerlo; se lo trova interessante e vuole diffonderlo, con una licenza più stringente dovrebbe chiedermi il permesso ecc ecc; se i miei contenuti piacciono, e ci sono persone che vogliono copiarli altrove per renderli più accessibili, a me fa piacere, basta che sia chiaro che l’autore sono io e non ci sia nessuno che prova a prendersi il merito per il mio lavoro (cosa che ovviamente mi farebbe imbestialire). La licenza CC che ho scelto è la NC-SA, che impedisce l’uso commerciale dei miei contenuti (chiaramente se qualcuno è in grado di ricavare soldi dal mio lavoro, voglio la mia buona parte di guadagno), e permette il riutilizzo degli stessi solo se vengono rilasciati con la stessa licenza (non accetterei l’idea che qualcuno riarrangi il mio lavoro a suo piacimento per poi chiuderlo in cassaforte, anche se non è suo).

Bene, fin qui ci siamo. Ma cosa succede se qualcuno vi vuole “rubare” i contenuti? Tutto ciò che scrivete (disegnate, componete, e così via) è legalmente vostro non appena lo scrivete (purché sia originale, è ovvio), ma dovete comunque provarlo qualora ci sia un contenzioso. Se qualcuno che copia uno o più articoli dal vostro sito decidesse di andare in giro a dire che quegli articoli sono in realtà suoi, e siete voi ad averglieli copiati, cosa succede? La sua parola contro la vostra.

L’unico modo per provare legalmente che un testo è di vostra proprietà, è provare che il testo era in vostro possesso da prima che ce lo avesse chiunque altro; la parola chiave è “marcatura temporale” (timestamp in inglese); un timestamp deve essere valido (cioè non deve essere possibile dimostrare che è falso, ed esistono accorgimenti appositi che vanno oltre gli scopi di questo articolo), e deve essere associato alla vostra identità; è sempre meglio ottenere una marca temporale prima di pubblicare gli scritti, infatti se un “avversario” fosse in grado di scaricare immediatamente dal vostro sito quello che avete scritto, e certificarlo prima che possiate farlo voi, diventerebbe tecnicamente il proprietario del vostro lavoro.

Ci sono diversi modi per ottenere una marcatura temporale, gratuiti ed a pagamento, più o meno affidabili. Un servizio gratuito di marcatura digitale è Timemarker, ma è interamente “a mano”, cioè dovete collegarvi al sito, fornire i vostri contenuti, e scaricare la risultante firma PGP con la marca temporale; io lo uso per archivi ed immagini.

D’altro canto (ed è proprio questo l’argomento del sito) se i contenuti che volete proteggere sono articoli scritti nel vostro blog WordPress, l’unico buon servizio gratuito a disposizione dei blogger occasionali come me (cioè quelli che non vivono col loro sito web) è il plugin Copyright Proof per WordPress (l’archivo plugin di wordpress.org ha sempre la versione più aggiornata), che offre il servizio migliore in assoluto per il suo prezzo (zero). Appena registrato un account sul sito Digiprove (offrono anche marcature temporali a pagamento per gli utenti professionali e/o che non usano WordPress), otterrete un codice personale da inserire nella pagina di impostazioni del plugin, che quindi si occuperà automaticamente del resto: appena premete il pulsante “Pubblica” nell’editor di WordPress, prima di pubblicare l’articolo il plugin invia l’intero contenuto ai server di Digiprove e ottiene le informazioni relative alla marca temporale, quindi l’articolo verrà messo online assieme al link che punta al timestamp (potete modificare l’aspetto sia del link sul vostro sito, che delle informazioni visualizzate sui server di Digiprove; un esempio di link si trova in fondo a questo post). Allo stesso modo, se modificate il vostro post, il plugin otterrà una marca temporale aggiornata, e i vecchi timestamp, anche se non più riportati nel post, saranno ancora validi e presenti sui server Digiprove.

Uso questo servizio da un paio di mesi (cioè sin da subito, dopo esser passato a WordPress). Cian Kinsella, il presidente di Digiprove, mi ha informato che stanno aggiornando il modo in cui il plugin funziona, per creare “al volo”, dinamicamente, il codice HTML del certificato all’interno del post (attualmente l’HTML viene aggiunto al testo dell’articolo, e lo stile CSS è applicato direttamente all’interno dei tag), e che molto probabilmente aggiungeranno una funzione da me richiesta, una specie di “archivio dei vecchi certificati”, grazie al quale i visitatori potranno accedere ad una serie di link che puntano a tutti i certificati rilasciati per quel post nel corso del tempo (alla prima pubblicazione, e per ogni modifica successiva), siccome attualmente i link ai certificati più vecchi vengono persi e viene mantenuto solo l’ultimo rilasciato (ma i timestamp veri e propri rimangono sempre sui server di Digiprove). Questa funzione tornerà utile a chi, come me, preferisce aggiornare un post già esistente con delle nuove informazioni sullo stesso articolo, piuttosto che aprire nuovi post.

Per concludere, anche se Cian è presidente di due società, e non conosco la sua agenda quotidiana ma immagino sia piuttosto pregna, è comunque riuscito a rispondere personalmente tutte le volte che ho scritto al supporto, e questa è una buona cosa!

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reCAPTCHA Input error: Invalid referer e WordPress

Proprio oggi mi hanno avvisato (grazie) che il plugin reCAPTCHA nei commenti del sito restituiva un errore; andando a controllare, “Input error: Invalid referer” è un errore generico che nessuno ha associato in maniera precisa ad un singolo problema.

Per prima cosa mi sono accertato di star usando le chiavi giuste (public e private key), e quindi nel pannello di amministrazione di reCAPTCHA ho aggiunto nuovamente il dominio di questo sito, ed ho aggiornato le impostazioni del plugin con le chiavi nuove; quindi, l’immagine del captcha veniva visualizzata correttamente se provavo ad attivarla anche per gli utenti loggati, ma appena effettuavo un logout compariva nuovamente l’errore.

Controllando il codice sorgente della pagina restituita dal server, mi sono reso conto che la riga di HTML che richiamava il javascript esterno di reCAPTCHA conteneva un valore di “challenge” (la public key) diverso da quello che avevo appena aggiornato nelle impostazioni del plugin.

Dopo qualche elucubrazione, mi sono reso conto che il plugin WP Super Cache in alcuni casi interferisce col plugin reCAPTCHA, in quanto carica dalla cache i vecchi valori delle chiavi pubblica e privata (potenzialmente non più validi per motivi vari), e quindi il servizio reCAPTCHA ovviamente restituisce un errore. Mi è bastato cancellare le pagine “precalcolate” da Super Cache, in modo che il codice HTML di reCAPTCHA fosse rinfrescato, ed ora il captcha funziona di nuovo nei commenti.

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Come risolvere Fatal error: Allowed memory size exhausted in WordPress 3

Questo errore non è niente di nuovo per chi usa WordPress, da quanto so compariva anche nelle versioni precedenti di WordPress (sono un utente fresco della piattaforma, ed uso la versione 3 da più tempo di quanto abbia usato le versioni inferiori).

La novità però è che, diversamente da quanto trovate nelle guide che ne parlano, ora non è più possibile risolvere il problema modificando il file [CARTELLA WORDPRESS] > wp-settings.php, siccome la riga che definisce il limite di memoria ram allocabile non si trova più lì.

Ma guardando i contenuti del file wp-settings.php, all’inizio è presente la riga

require( ABSPATH . WPINC . '/default-constants.php' );

che la dice tutta, a meno che non siate a secco di PHP, e quindi questa guida fa per voi.

Quello che dovete fare è aprire il file [CARTELLA WORDPRESS] > wp-includes > default-constants.php e modificare la riga

define('WP_MEMORY_LIMIT', '32M');

in

define('WP_MEMORY_LIMIT', '40M');

o il valore che preferite, che sia 36, 48, o 64MB di ram, a seconda del numero di plugin e funzioni che usate; ovviamente il valore più basso possibile con cui funziona WordPress è preferibile, per motivi di prestazioni, soprattutto se vi trovate su un hosting condiviso.

Un appunto a parte proprio su quest’ultimo discorso: questo sito è ospitato su Tophost (almeno al momento in cui sto scrivendo), e una delle ultime polemiche sulla qualità del servizio è nata proprio da un certo utente che ha contattato piccato l’assistenza per questo problema, e non soddisfatto dal contenuto e dal tono della risposta ha dato il via ad una sciocca (almeno secondo me) campagna denigratoria; se l’utente avesse speso un paio di minuti per cercare di capire il codice sorgente (siccome si autodefinisce “programmatore”), avrebbe scoperto, proprio come ho scoperto io, dove doveva andare a cercare la famosa riga da modificare; avrebbe così risparmiato un bel po’ di bile, e anche di tempo, siccome da quanto so si lamenta di aver dovuto reinstallare la versione 2.9.7 e ripristinare un vecchio backup; quando, come appena descritto, è sufficiente una procedura di 30 secondi.

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