Questo articolo è scritto in linguaggio “terra terra”, e non è indirizzato al perito elettrotecnico di turno, che sicuramente non avrà bisogno di leggere questa breve guida per sapere cosa fare; non aggreditemi quindi per i toni estremamente semplicistici.

Se siete finiti qui, è perché vi state chiedendo se è possibile collegare in parallelo due o più pannelli solari differenti, ebbene la risposta è: dipende!

Partiamo da due premesse:

  1. Se volete collegare più pannelli fotovoltaici assieme, significa che dovete alimentare uno o più dispositivi assetati di energia
  2. Se vi ponete il problema del “si può fare?“, significa che immaginate perlomeno che i pannelli, se non identici, devono essere comunque di caratteristiche simili

Essendo valide queste premesse, la risposta è sì, si possono collegare più pannelli solari in parallelo purché simili, ed entrambi con un diodo di protezione.

La caratteristica più importante è che abbiano lo stesso voltaggio, o un voltaggio molto vicino tra loro: ad esempio due pannelli da 5V, oppure un pannello da 18V e uno da 20V; è meno importante invece che abbiano anche la stessa potenza, cioè la stessa corrente in uscita.

Il voltaggio, collegando i pannelli ad un carico, si abbassa necessariamente ai capi di entrambi i pannelli, quindi anche se il pannello da 18V entrerà in azione “dopo” quello da 20V, entrambi comunque parteciperanno alla produzione della corrente (il pannello più debole non entra in azione “dopo” in realtà, ma semplicemente copre una parte inferiore del carico, in proporzione alla sua capacità di produrre potenza); i diodi di protezione, utili soprattutto sul pannello con voltaggio o amperaggio inferiore, servono a evitare che ci sia un flusso contrario di corrente dal pannello più potente a quello più debole, con un “furto” energetico di cui risentirebbe il dispositivo da caricare.

Come va montato il diodo? Prima di tutto è preferibile usare un diodo tipo Schottky (praticamente quelli che potete smontare dalle lampadine a risparmio energetico esaurite), e lo si può collegare al polo positivo del pannello, con la righetta bianca del diodo sul lato più lontano dal polo positivo stesso.

L’esempio pratico della fattibilità della cosa l’ho ottenuto collegando una lampadina led usb ad un pannello da 5V/5W, e successivamente aggiungendo in parallelo a quest’ultimo un altro pannello da 5V/3.5W: la luce della lampadina aumenta istantaneamente, questo perché la lampadina costituisce un carico rilevante per il primo pannello, al punto che aggiungendo il secondo, meno performante, comunque anche questo è in grado di fornire potenza sfruttata dalla lampadina.

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