Come si usa la vernice elettroconduttiva a base di argento




Scrivo questo articolo anche per riferimento personale: la vernice elettro-conduttiva all’argento è costosa (mi dicono che quella al rame è più economica), pagata 10 euro per 3cc, un furto a mio parere, ma considerando il valore della cosa che dovevo aggiustare (una pista stampata su un foglio di acetato per degli interruttori lavabili, attaccati ad un aggeggio da più di 100 euro, il cui ricambio ci avrebbe impiegato almeno un mesetto per arrivare, ammesso che fosse stato possibile trovarlo, e chissà quanto sarebbe costato), insomma, come dicevo tutto considerato ne è valsa la pena, ed ora ho un intero tubettino che potrebbe tornare utile un domani per altre cose.

Ora, il problema con la vernice conduttiva è che ad un primo utilizzo potrebbe sembrare di essere stati raggirati da chi ve l’ha venduta, e farvi venire voglia di tornare in negozio sbattendogliela sul bancone e pretendendo un rimborso. Infatti, fino a quando non vi sarà andata bene, la vernice elettroconduttiva NON CONDUCE. Diamine, anche immergendo i puntali di un tester direttamente all’interno del barattoletto non viene misurata alcuna continuità elettrica, persino dopo aver agitato con veemenza.

Comunque ho scoperto che esiste anche lo zen della vernice all’argento, ed ecco le direttive da seguire:

  1. Agitare bene
  2. Agitare ancora bene
  3. Continuare ad agitare bene fino a quando il gomito non è dolorante
  4. Ho già detto che il tubetto va agitato bene prima di aprirlo per la prima volta?
  5. Pulire bene la superficie da trattare con alcool, eventualmente raschiare appena le parti da connettere se ossidate, anche per renderle più ruvide in modo che la vernice si attacchi meglio
  6. In base alla dimensione della pista da creare scegliere lo strumento più adatto, anche se in generale io non userei mai il pennellino gigantesco in dotazione; nel mio caso ho preso un punteruolo, e dopo aver agitato un’ultima volta il barattolino l’ho inclinato per far avvicinare al bordo la vernice, ed ho bagnato la punta con la preziosa miscela argentea
  7. Stendere con mano fermissima la pista tra le due estremità da collegare, meglio se coinvolgendo almeno 2mm di lunghezza dei capi da connettere; creare prima un “filo” di vernice che connette le due estremità, e continuare a stenderlo passando la punta dello strumento da una parte all’altra, con delicatezza, anche allargando la pista un po’
  8. Soffiare delicatamente e a lungo fino a quando la superficie non diventa più opaca e di aspetto meno liquido, e di consistenza gommosa
  9. Ripetere i due passaggi precedenti stratificando almeno altre due volte e asciugando
  10. Dopo qualche minuto da quando l’ultimo strato è diventato gommoso è possibile usare un tester toccando gli estremi che si sono uniti assieme con la vernice (non posare i puntali del tester direttamente sulla vernice) e dovreste notare un valore misurabile di resistenza
  11. Vi conviene a questo punto lasciare l’intruglio all’aria per un giorno in modo da farlo asciugare bene e fargli fare presa in modo più solido

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4 commenti su “Come si usa la vernice elettroconduttiva a base di argento”

  1. Sto disperatamente cercando questa vernice per aggiustare un lunotto termico di un’auto d’epoca. Potresti gentilmente darmi il nome del negozio dove acquistarla? Anche tramite posta.
    Grazie.
    Cristiano

  2. Mi sembra strano tu non l’abbia trovata. Io l’ho comprata dal negozio di elettrodomestici sotto casa, probabilmente l’hanno anche in ferramenta.
    Il prodotto che ho usato io si chiama Elecolit 340, la trovi anche nei negozi online, basta cercare “vernice elettroconduttiva”, ad esempio su ebay.

  3. Carissimo Eph,
    intanto grazie per l’articolo.
    Anche io ero dell’idea che il venditore mi avesse imbrogliato.
    Dopo aver passato per ben tre volte la vernice, lo sai ora finalmente cosa penso del venditore?
    CHE MI HA IMBROGLIATO!
    Eh eh, eh…si! Proprio una fregatura.
    Dopo aver passato quasi una sera per riparare una pista di questa tastiera con cui sto scrivendo (tu dira, allora alla fine ce l’hai fatta? Eh…NO!), alla fine disperato ho dovuto metterci un filicino elettrico microscopico attaccato con del nastro adesivo, e per poterlo posizionare quel filicino ho dovuto prendere a noleggio un cinese con le mani piccole quasi quanto il filo e minacciarlo per tenerlo fermo.
    Quindi, o mi sono preso ‘na sola o sono io ‘sola (che male accompagnata) che non riesco a farla funziare sta benedetta vernice.
    Già il nome assomiglia a pastiglie per la diarrea, se poi funziona come lei ho capito tutto.
    Fatti vivo se rileggi il post.
    Andrea (ah, a proposito, buon anno e felice 2012)

    1. Ciao Andrea
      e grazie del tuo intervento nonché degli auguri che ricambio con piacere.
      Non posso ovviamente rispondere per altre marche di vernice, ma quella che ho indicato nell’altro commento almeno so che funziona:-)
      Un po’come ho dovuto imparare a fare saldature come si deve, alla fine ho anche imparato a usare quel pennellino, era assolutamente indispensabile per un oggetto costoso, magari davvero hai bisogno di trovare una tecnica zen:-D Altrimenti anche io inventavo riparazioni “volanti”come la tua…basta che funzioni!

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