Parcheggi blu a Cecchina, e vigili cowboy in casa d’altri




Chi vive nel comune di Albano Laziale e relative frazioni, sa che da tempo (quasi) tutti i parcheggi prima liberi sono stati trasformati in aree di sosta a pagamento, e per quanto riguarda Cecchina l’intera via Nettunense è stata delimitata dalle strisce blu, così come il parcheggio della stazione ferroviaria.

In concomitanza con questa novità, le vigilesse di Cecchina (i cecchinesi sanno benissimo di chi parlo… d’ora in poi le chiamerò cowgirls) hanno preso l’abitudine di pattugliare le viuzze attorno alla Nettunense, dove la circolazione al traffico è praticamente solo di chi ci abita, normalmente da decenni, da quando le cowgirls erano ancora adolescenti alle prese con la scoperta del proprio corpo.

Inizia a girar la voce che tali vigilesse abbiano intimato a tutti i residenti del posto di smettere di parcheggiare sui propri marciapiedi privati (lasciando spazio alla circolazione del traffico locale invece che impegnare la carreggiata, tra l’altro a senso unico) perché tali marciapiedi sono privati sì, ma “ad uso pubblico”. Più che intimazioni, le cowgirls sono state materialmente intercettate mentre stavano compilando un verbale di multa a danno di un’auto appunto parcheggiata sul proprio marciapiede, e così io per un po’ di tempo, a scanso di equivoci, ho piazzato la mia auto fuori dal mio marciapiede, in mezzo alla strada; come me hanno fatto anche i dirimpettai, creando però una strettoia tale da impedire a tratti la circolazione delle auto.

Un giorno di qualche settimana fa, ero a piedi, sono passato vicino alle cowgirls che avevano accostato il furgoncino davanti al cancello di una villetta sulla mia strada, e stavano importunando chiedendo all’inquilino di “non fare più la cosa X altrimenti dobbiamo intervenire“, mi è rimasta la curiosità di sapere di cosa si trattasse ma purtroppo non son riuscito a capire altro. Qualche giorno dopo sempre da quelle parti ho rivisto l’inconfondibile fungoncino, e per strada c’era una cowgirl che guardava l’altra, con piglio indignato mentre indicava con lo sguardo un non meglio identificato veicolo per non so quale altro motivo.

E’ evidente che le nostre cowgirls hanno preso l’abitudine di “battere” queste strade a caccia di guadagni facili per le casse comunali.

Stamattina, dopo aver notato che tutti erano placidamente tornati a parcheggiare sui propri marciapiedi privati, ho pensato che l’allarme fosse rientrato, e quindi ho azzardato lo sfacciato atto di mettermi con due ruote sul MIO marciapiede.

Quando esco, neanche a farlo apposta, trovo una multa. Per sosta vietata. Sul marciapiede. Il MIO marciapiede. Di quanto? 85€.

E’ una legge del Codice della Strada, lo so, anche i marciapiedi privati, se sono pertinenti ad una strada pubblica, si ritengono di “uso pubblico”, e quindi nonostante privati sono riservati ai pedoni. Se io metto la mia macchina sul mio marciapiede impedisco ai pedoni di usare il mio marciapiede come loro punto di passaggio.

Tutto questo vale in assenza di delimitazioni fisiche atte a impedire il passaggio dei pedoni sul marciapede in questione (leggi:recinzioni), quindi mi si potrebbe dire che mi basta recintarlo per evitare che lo si consideri ad uso pubblico. Però, se lo recinto, neppure posso metterci la macchina.

Non so se riuscirò a far annullare questa multa, ma se dovessi finire per pagarla, sicuramente auguro a chi l’ha fatta di spendere molto di più di quella somma in medicine. E non dico a quali medicine sto pensando.




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